VILLE ROMANE IN SABINA
  

CENNI STORICI

 

I Sabini furono sconfitti dai Romani nel 290 a. C. ad opera del console Mario Curio Dentato. e questa data segna la scomparsa della Sabina come entità politica autonoma e la sua definitiva annessione a Roma. Numerose sono le testimonianze di insediamenti romani a partire già dal II secolo a. C.-. come la villa romana di S. Valentino, detta Bagni di Lucilla, quella nota con il nome "I Casoni" nel territorio comunale di Monopoli e la villa di Montorso, sopra Poggio Mirteto Scalo. Le famiglie romane mutarono il paesaggio della Sabina apportando nuove forme di coltivazione ed edificando le "villae rusticae", vere e proprie aziende agricole polifunzionali .

 

  VILLAE RUSTICAE
Erano aziende agrarie di medie dimensioni che si avvalevano della manodopera degli schiavi il cui afflusso a Roma era abbondante in conseguenza delle guerre di conquista compiute in tutto il Mediterraneo. In queste aziende , oltre ai cereali, furono introdotte colture più remunerative come il vigneto e l'oliveto. Per la necessità di vendere i prodotti eccedenti o per approvvigionarsi del necessario, le ville erano costruite nelle vicinanze di una via di grande comunicazione o lungo un fiume navigabile. Sorgevano in posizione elevata a dominare i campi coltivati, il lavoro degli schiavi e i bestiami al pascolo. La villa si articolava in due parti:la parte urbana che veniva utilizzata dal proprietario quando vi si recava, e la parte rustica destinata all'alloggio degli schiavi e ai magazzini.

  VILLA DEI CASONI

I ruderi della villa sorgono sul territorio appartenente al comune di Montopoli ma l'accesso è più agevole da Poggio Mirteto.

COME ARRIVARCI

Dalla Piazza Martiri della Libertà, in Poggio Mirteto, prendere Via Matteotti in direzione Poggio Catino. Dopo circa 70 metri prendere la via in salita sulla destra , via G: Felici che dopo km. 1,350 giunge alla frazione di  S. Valentino. Superata la piazzetta del borgo, dopo 250 m .si prende a destra via San Cosimo, inizialmente asfaltata e in discesa, poi bianca e pianeggiante per un tratto, quindi nuovamente in salita.  Dopo km 1,100 circa si giunge ad un casolare nei pressi del quale conviene parcheggiare. Una strada bianca in discesa per 100 m. porta ai ruderi.

ricostruzione prospettica

fronte del ninfeo

 

 La villa, costruita nel II secolo a. C. è stata da alcuni studiosi riconosciuta come villa di Terenzio Varrone, erudito che ebbe da Cesare il compito di organizzare la prima biblioteca della repubblica di Roma, autore di circa 70 opere sui più vari campi del sapere.

 

 

 

Sorge su un'area di oltre un ettaro e appoggia su un terrazzamento rilevato di circa 6metri rispetto ad una seconda terrazza che funge da piazzale antistante.

Doveva essere molto lussuosa per la presenza di marmi ( è stata ritrovata una colonna lunga circa due metri), di mosaici , di intonaci policromi affrescati.

E' posta in una splendida posizione che domina le valli del Tevere e del Farfa.

panorama E, SEpanorama W
 
 
 
 
 
 
 
 

 

panorama S

  Si riconoscono

 

VISITA ALL'AREA ARCHEOLOGICA

 

ninfeo

  

 

nicchie

 

 

 

 

 

Fronte del ninfeo con 9 nicchie rettangolari semicircolari che fu aggiunto alla facciata successivamente, nel  I secolo, per dare monumentalità alla scenografia della villa. E' composto da un muro alto quasi 6 metri e largo 50, parallelo al criptoportico.

  

nicchione

  Particolare dei nicchioni in pietra calcarea locale , alternativamente conformati a base rettangolare con volta a botte e a base semicircolare con volta a quarto di sfera.
Un tempo i nicchioni dovevano ospitare delle statue. Da notare il rivestimento in opus reticolatum

 

 

 

piscina

 

Perimetro circolare di una struttura , una piscina (?), sul piazzale antistante il ninfeo Fino al 1960-70 questa vasca mostrava ancora parte dei mosaici che ne costituivano il fondo, andati poi dispersi.

 

 

 

 

 

         La piattaforma naturale fu ampliata per mezzo di un criptoportico, portico coperto con volta a botte lungo circa m 50.

Era realizzato a forma di L e da esso si poteva accedere alla piattaforma superiore.

Prendeva luce da aperture a bocca di lupo    bocca di lupo

opera reticolata

 

 

Particolare della parete del criptoportico in opera reticolata  irregolare. Era costituita da tufelli (cubilia), piccoli blocchi di 20-25 cm di lato tagliati in forme grosso modo piramidali che, preparate nelle cave, venivano utilizzati disposti a forma di rombo per costituire due pareti dentro le quali veniva colata una miscela di malta e ciottoli di fiume in modo da costituire un blocco saldissimo e resistente.

 

 

fondamentafondamenta

 

 

 

 

 

 

Del piano abitativo non restano che le fondamenta dei vari ambienti, regolari nella loro simmetria. Si può riconoscere un atrium centrale con ai lati delle camere da letto (cubicula), le fondamenta di locali di servizio.

 scaletta
 Scalette che portano dal piano superiore al criptoportico

 

 

PLANIMETRIA DEL COMPLESSO

ricostruzione pianta del complesso

La documentazione storica e fotografica, i testi e l'impaginazione sono stati realizzati dalla prima "C" della Scuola Media Statale "PEPOLI" di Poggio Mirteto

 
by SWIM