CENNI STORICI
COME ARRIVARCI
Dalla Piazza Martiri della Libertà, in Poggio Mirteto, prendere Via Matteotti in direzione Poggio Catino. Dopo circa 70 metri prendere la via in salita sulla destra , via G: Felici che dopo km. 1,350 giunge alla frazione di S. Valentino. Superata la piazzetta del borgo, dopo 250 m .si prende a destra via San Cosimo, inizialmente asfaltata e in discesa, poi bianca e pianeggiante per un tratto, quindi nuovamente in salita. Dopo km 1,100 circa si giunge ad un casolare nei pressi del quale conviene parcheggiare. Una strada bianca in discesa per 100 m. porta ai ruderi.


La villa, costruita nel II secolo a. C. è stata da alcuni studiosi riconosciuta come villa di Terenzio Varrone, erudito che ebbe da Cesare il compito di organizzare la prima biblioteca della repubblica di Roma, autore di circa 70 opere sui più vari campi del sapere.
Sorge su un'area di oltre un ettaro e appoggia su un terrazzamento rilevato di circa 6metri rispetto ad una seconda terrazza che funge da piazzale antistante.
Doveva essere molto lussuosa per la presenza di marmi ( è stata ritrovata una colonna lunga circa due metri), di mosaici , di intonaci policromi affrescati.
E' posta in una splendida posizione che domina le valli del Tevere e del Farfa.



Si riconoscono


Fronte del ninfeo con 9 nicchie rettangolari semicircolari che fu aggiunto alla facciata successivamente, nel I secolo, per dare monumentalità alla scenografia della villa. E' composto da un muro alto quasi 6 metri e largo 50, parallelo al criptoportico.
Particolare dei nicchioni in pietra calcarea locale , alternativamente conformati a base rettangolare con volta a botte e a base semicircolare con volta a quarto di sfera.
Un tempo i nicchioni dovevano ospitare delle statue. Da notare il rivestimento in opus reticolatum

Perimetro circolare di una struttura , una piscina (?), sul piazzale antistante il ninfeo Fino al 1960-70 questa vasca mostrava ancora parte dei mosaici che ne costituivano il fondo, andati poi dispersi.
Era realizzato a forma di L e da esso si poteva accedere alla piattaforma superiore.
Prendeva luce da aperture a bocca di lupo
Particolare della parete del criptoportico in opera reticolata irregolare. Era costituita da tufelli (cubilia), piccoli blocchi di 20-25 cm di lato tagliati in forme grosso modo piramidali che, preparate nelle cave, venivano utilizzati disposti a forma di rombo per costituire due pareti dentro le quali veniva colata una miscela di malta e ciottoli di fiume in modo da costituire un blocco saldissimo e resistente.
Del piano abitativo non restano che le fondamenta dei vari ambienti, regolari nella loro simmetria. Si può riconoscere un atrium centrale con ai lati delle camere da letto
(cubicula), le fondamenta di locali di servizio.
La documentazione storica e fotografica, i testi e l'impaginazione sono stati
realizzati dalla prima "C" della Scuola Media Statale "PEPOLI"
di Poggio Mirteto


PLANIMETRIA DEL COMPLESSO


by SWIM