PERSONAGGI ILLUSTRI DELLA CITTA' DI RIETI

A CURA DELL'ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE DI RIETI

"C. Rosatelli"

NAZZARENO  STRAMPELLI
Agronomo
(1866-1942)

 

 

Nel lontano 1903, il Maceratese Nazzareno Strampelli lascia l’Università di Camerino per venire a dirigere la cattedra sperimentale di granicoltura a Rieti, dove lavorerà in quello straordinario laboratorio naturale che è la Piana. In quegli anni di faticosa rinascita, sull’Italia, come del resto sull’intera Europa, gravava il penoso fardello della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento granario, proveniente in prevalenza, da Stati Uniti e Russia. Di questo volle occuparsi prioritariamente Strampelli nei suoi 40 anni dedicati, con tenacia e passione, alla sperimentazione genetica sui frumenti, riuscendo là dove scienziati di fama, prima di lui, avevano fallito.
Fu il primo ad introdurre le leggi di Mendel, di cui era convinto sostenitore nel campo della cerealicoltura, fino ad allora riservato esclusivamente al metodo della selezione all’interno della specie. Convinto che le tesi mendeliane potessero essere applicate per migliorare i frumenti, ricombinò e incrociò tra loro le specie, generi e varietà, ottenendo più di cento diversi cultivar, che univano alla caratteristica della precocità, quella di una eccezionale capacità produttiva, sfidando lo scetticismo tenace di chi riteneva impossibile la contemporaneità dei due risultati.
Le nuove varietà consentivano di anticipare i raccolti, lasciando i terreni liberi per altre colture nella stessa stagione, mentre, nelle zone malariche, la mietitura veniva spostata in un tempo anteriore, quando l’incidenza della malattia era notevolmente più bassa. La straordinaria resistenza alle affezioni fungine gli permise di ottenere un’abbondante concimazione e il miglior rendimento. Paladino dell’ibridazione, Strampelli non volle trascurare altre metodologie, tra cui la stessa selezione, che, prima di lui, rappresentava una strada a senso unico per la sperimentazione agraria.
La sensibilità e l’impegno sociale del genetista, si manifestò puntualmente nel momento più critico, quando l’Italia, attanagliata dal morso spietato dal secondo conflitto mondiale, necessitava di una soluzione recente alla piaga terribile dei cali di produzione: incroci e ottenne varietà che, pur non essendo state perfezionate, servirono a tamponare momentaneamente l’impellenza, imponendo disastrose flessioni dei raccolti.
La fondazione, nel 1907, della stazione sperimentale di granicoltura, può considerarsi un vero e proprio atto di nascita della cerealicoltura moderna: nei 15 anni seguenti, vi si svolse un’intenso lavoro di sperimentazione, effettuando ibridogiche ed osservando le relazioni tra i caratteri, l’ereditarietà, i comportamenti sulle oltre duecentocinquanta varietà raccolte dallo stesso Strampelli in tutto il mondo. Negli anni 20, le sue ricerche riscuotevano un grande successo. Tra i nuovi cultivar, particolarmente famoso è il "San Pastore", ancora utilizzato in diversi paesi per via della sua rusticità e per la stabilità del comportamento. Uno dei migliori risultati raggiunti fu la creazione, dell’incrocio della varietà "Rieti" con la segale, di un ibrido estremamente resistente, denominato "Terminillo" particolarmente adatto all’alta collina e alla montagna poiché sopportava bene sia i rigori invernali che i freddi tardivi. Un esperimento analogo era stato fatto nel 1875 dal Vimorin, ma alla prima generazione tutte le piante risultarono sterili e la prova venne abbandonata.
Nel 1926, infine, fondò l’associazione Riproduttore Sementi di Rieti, struttura indispensabile perché i suoi grani vennero diffusi, moltiplicati, selezionati per il mercato. Ma a Strampelli è toccata un’ingrata sorte pur avendo incarnato, per l’allora nascente industria sementiera, ruolo della Stella Polare, la guida e il punto fermo della ricerca applicata dal settore. In vita operò ed ottenne successi, toccando con mano i risultati del suo lavoro rivoluzionario e toccando alcuni centri di studio tra cui l’istituto nazionale di genetica per la cerealicoltura di Roma, a lui intitolato dopo la morte, ma nel 1967 con la legge n. 1318 di riforma di sperimentazione agraria, l’istituto fu trasformato e tolta l’intitolazione al suo nome. Peggio ancora fu soppressa la stazione sperimentale di Rieti, da lui organizzata e dotata di laboratori e impianti tecnico - scientifico.
Alcuni settori della scienza gli manifestarono sin dall’inizio una scettica, sorda ostilità, oscurata però dalla stima e dall’entusiasmo dei tecnici degli operatori "in campo", appoggiati dalla fitta schiera di agricoltori che da Strampelli avevano ricevuto. In fondo è il miglior risultato, anche se il mondo accademico ha finito spesso, col dimenticare il primato e la genialità.

Alunno: Gamberoni Antonio -4° Em

Nacque il 20 maggio 1866, a Crispiero, frazione del comune di Casteraimondo, nelle Marche. Si laureò in agraria all’università di Pisa e fu insegnante a Camerino ed a Reggio Calabria.
I primi anni di carriera professionale li trascorse quale direttore del laboratorio chimico delle Miniere dell’Argentario, poi nell’insegnamento medio ed universitario ; ma il suo spirito acuto di osservazione lo spingeva in altro campo, e già nel 1900, quando le leggi mendeliane dell’ereditarietà permanevano ancora ignote, tentava a Camerino il primo incrocio sul frumento.
Nel 1903 il Ministero dell’Agricoltura istituì a Rieti una cattedra sperimentale di Granicoltura. Il prof. Strampelli vi concorse e vinse il posto di direttore. Rinunciava così a una posizione sicura per un’altra che in quel momento non gli offriva alcun vantaggio – neppure l’attrattiva di un personale guadagno – ma solo la speranza di poter disporre dei mezzi per proseguire i suoi lavori.
Venne a Rieti ed il suo primo ufficio fu una stanza di albergo dove alloggiava. Dopo qualche tempo, in seguito a vive insistenze, ebbe dal Municipio tre stanze di un angusto pian-terreno del palazzo della locale Cassa di Risparmio.
Unico mobilio era una seggiola che ancor oggi noi custodiamo a testimonianza del cammino percorso. Dietro vi è scritto di carattere del professore: "Questo è quanto io ebbi a mia disposizione dall’ottobre 1903 all’aprile 1904 come materiale d’impianto e di funzionamento della Cattedra Sperimentale di Granicoltura".
Pochi uomini al mondo abbiano avuto come Strampelli la forza, la costanza, la fede nella riuscita del proprio lavoro.
Dotato di una resistenza fisica eccezionale, egli non ha mai conosciuto orario d’ufficio. Alle semine ed alla raccolta, appena giorno, insieme agli operai era in campagna, e siccome i campi sperimentali, concessi dalla munifica ospitalità del Principe Lodovico Potenziani, distavano da Rieti parecchi chilometri, il Professore passava l’intera giornata all’aperto, con il semplice conforto, nelle ore di riposo, di una capanna, ed alla sera al ritorno in città si tratteneva in ufficio sino a tarda ora per il disbrigo delle pratiche e della contabilità.
Grandissimo il numero di varietà realizzate: raccolse in apposito campo 250 varietà di frumento, anche estero ed effettuò incroci.
Dal "Rieti" e la segale ottenne il "Terminillo" che risultava esente da ruggini. Nel 1914 alla mostra delle novità a Roma, egli presentò dodici nuovi grani tra cui il "Gregorio Mendel", in onore dello scopritore delle leggi della discendenza; seguirono il "Luigia" il "Varrone" e grani da pane come il "Villagloria" , "l’Ardito", il "Mentana", "l’Edda", il "Balilla", il "Fanfulla", e grani da montagna come il "Virgilio" , il "Cambio" e tanti altri.Secondo il figlio Benedetto sembra che gli incroci ottenuti fossero circa ottocento. Nelle sue esperienze non trascurò i problemi della lavorazione del terreno, delle concimazioni, della rotazione, delle malattie del frumento, della quantità del seme, del trapianto, dell’azione oligodinamica da alcune sostanze chimiche spiegata sulla vegetazione, dell’influenza dell’elettricità ; e neanche trascurò la selezione della varietà locale, il "Rieti" , e delle principali varietà di frumenti italiani e stranieri : lo dimostrano i numerosissimi libri di campagna esistenti presso la Stazione di Rieti.
Però sin dai primi anni di lavoro sul frumento, capì, malgrado le credenze scientifiche e pratiche di allora, che con la semplice selezione delle varietà esistenti non era possibile ottenere nuove razze che unissero all’alto rendimento la facoltà di sfuggire ai pericoli delle ruggini e della stretta.
Questo è il suo grande merito : fu il primo a vedere la causa della nostra deficienza granaria ed a trovare il rimedio.
Tecnici e scienziati di tutto il mondo avevano sempre creduto che, per essere suscettibili delle più alte produzioni, i grani dovevano avere un lungo ciclo vegetativo, onde disporre del tempo necessario per elaborare ed accumulare nei semi sufficiente quantità di sostanze nutritive.
Egli non si lasciò impressionare dalle credenze allora esistenti, nè dal fatto che i grani precoci che aveva a disposizione per gli incroci non avevano per il nostro ambiente nessun valore culturale; comprese invece che né lavori, né concimazioni, né cure culturali da sole avrebbero potuto risolvere in Italia l’aumento della produzione unitaria e conseguì, con i suoi lavori, uno dei più grandi successi della tecnica agraria, dando al Paese la possibilità di produrre pane meno scarso ai suoi figli.
I lavori del prof. Strampelli non si limitarono al miglioramento del frumento e cereali minori, ma si estesero a molte piante agrarie, che un cenno breve come questo non può neanche menzionare.
Non fu agevole il cammino da Lui percorso : alle difficoltà che si incontrano in tutti i campi nuovi, si univa la cattiveria umana alimentando critiche e attacchi.
A Rieti gli agricoltori protettori di grano da seme, riuniti dal prof. Strampelli sin dal 1905 in Associazione, gelosissimi del loro "Rieti originario" , credendo che i nuovi grani danneggiassero il loro commercio, erano diventati nella grande maggioranza nemici del prof. Strampelli. Nel marzo 1924 dopo una burrascosa adunanza, cui non furono estranei elementi forestieri essi deliberarono l’uscita dell’Associazione di tutti i soci coltivatori dei grani Strampelli, e a colmo della misura ingaggiarono un genetista che venne a Rieti nella speranza che con la selezione genealogica del "Rieti" si potesse riuscire a qualcosa di utile!
L’atto inconsulto dell’Associazione amareggiò molto l’animo del prof. Strampelli, attaccatissimo alla città di Rieti ; la quale poi, ravveduta, gli concedeva nel 1933 il trionfo e la cittadinanza onoraria.
Fuori di Rieti gli attacchi non mancarono e di quale portata! Egli non volle mai rispondere. In questo momento gli fu teneramente al fianco, la mogli Carlotta Parisini, di nobile famiglia, discendente dei Bonaparte, che rappresentò il suo aiuto più concreto e fu sua collaboratrice. A lei Strampelli dedicò il famoso frumento "Carlotta" che si diffuse anche fuori Italia.
Affezionatissimo alla famiglia, la morte della consorte signora Carlotta, che ebbe in vita sempre vicina produsse nel suo cuore un vuoto incolmabile che lo accompagno per tutta la vita. Per noi tutti non fu un superiore, ma un padre e come di padre ne abbiamo pianto la scomparsa.
Non trasse dai suoi lavori ricchezze come avrebbe ben potuto ; non ebbe neanche l’ambizione di illustrare i numerosi e importanti risultati che andava raccogliendo nelle sue ricerche, in lunga serie di pubblicazioni.
L’incessante attività di ricerca non gli consentì di lasciare molti scritti, ma gli esiti del suo lavoro si videro e apportarono benefici immensi. Negli anni ’30 in Italia ben oltre l’80 % delle superfici coltivate a grano accoglievano i grani Strampelli.
In uno scritto del 1932 Egli afferma:"il tempo è a me mancato di fare tante cose che pure avrei desiderato di veder compiute. Ma un compito prevalente e preciso era dinanzi a me e doveva assorbirmi interamente, quello di perseguire e raggiungere finalità e risultati pratici della più immediata utilità per il mio Paese, che richiedeva e richiede non accademie di carta stampata, non affaticarsi nel gioco della parole che non danno frutti e non concludono, ma fatti ed opere recanti un contributo al benessere umano, e quindi un beneficio e tangibile alla economia della Nazione".Parole sante che specialmente in questo momento dovrebbero essere meditate e servire di sprone ad ogni italiano.Gli ultimi tre grani ebbero nomi reatini: "S. Pastore" , "Velino", "Turano", furono creati nel 1941 e di essi egli non poté costatare la diffusione: morì a Roma il 23 gennaio 1942.

       Stazione sperimentale di granicoltura Strampelli

Nell’autunno 1903, per una felice ispirazione dell’on. Guido Bocelli allora ministro dell’agricoltura, venne creata in Rieti, con la dotazione annua statale della somma di lire £ 7.500, una cattedra ambulante di granicoltura avente scopo di propaganda delle migliori pratiche di coltivazione del frumento e di studiare sperimentalmente i problemi inerenti a tale coltivazione.
A dirigere la cattedra, fin dal suo primo sorgere ed a seguito di regolare concorso, venne chiamato il prof. Nazareno Strampelli, la di cui larga preparazione culturale ed instancabile attività non tardarono a manifestarsi con i lusinghieri frutti del vasto lavoro da lui intrapreso.
E’ doveroso ricordare che il lavoro non avrebbe potuto essere esplicato con la lena che ebbe se lo Strampelli e l’Istituzione da lui diretta non avessero avuto il largo e potente appoggio del principe Ludovico Spada Potenziani che in tal modo ha legato il suo illustre nome alla storia della moderna granicoltura.
Cona la legge 2 giugno 1907 la cattedra veniva trasformata in stazione sperimentale di Granicoltura dando ad essa una donazione annua di £ 15.000 e, conseguentemente, la possibilità di intensificare i lavori intrapresi.
A tale intensificazione concorse anche l’aiuto economico dell’Amministrazione Comunale di Rieti la quale assunse a suo carico le spese per la sede dell’istituto, per l’illuminazione e riscaldamento della sede stessa. In seguito alle sempre più chiare manifestazioni dei felici risultati che la stazione di granicoltura veniva ottenendo nella ricerca di nuove e sempre più pregiate varietà di frumento, il Ministero dell’Agricoltura, allora presieduto da Givanni Raineri, promosse la legge 8 giugno 1911, n° 550, con la quale si provvide a dotare la stazione di un ampio campo sperimentale nei pressi immediati di Rieti, autorizzando allo scopo la concezione di un prestito di £ 125.000 che venne, poi, elevato a £ 155.000 con la successiva del 6-7-1912 , n° 803.
La su accennata legge 8-6-1911 provvide altresì, al congruo aumento della pianta organica del personale dell’istituto ed autorizzava questo ad impiantare altri campi sperimentali, di orientamento e di prova in altre regioni italiane perché la Nazione tutta potesse meglio risentirne l’utilità.
In base a quest’ultima disposizione vennero creati la stazione filotecnica di Foggia per lo studio del miglioramento della granicoltura nelle terre aride del meridione; la Stazione filotecnica di Leonessa, a m. 1000 s.l.m. , per il miglioramento di quelle zone montane; ed infine numerosi campi di orientamento e di prova nei più diversi ambienti agrari del territorio nazionale.
Con il decreto 8-6-1919 , n°44 , fu fondato l’Istituto Nazionale di Genetica per la cerealicoltura con sede in Roma.
La direzione di questo nuovo istituto fu data al prof. Nazareno Strampelli che in tal modo ebbe la possibilità di utilizzare tutto il materiale preparato a Rieti negli anni precedenti.
L’aver affidata allo Strampelli le due direzioni (Rieti, Roma) diede modo di coordinare il lavoro delle due istituzioni e di mantenere alla nostra stazione il vanto del primo e più delicato lavoro della creazione di nuovi tipi di frumento.
Dal 1911 la Stazione Sperimentale di Granicoltura ha la propria sede in magnifici fabbricati, appositamente istituiti dal Comune di Rieti con il concorso dello Stato. Essi sorgono nei pressi della città, in posizione dominante il campo sperimentale, sono forniti di tutto il necessario per il lavoro d’ibridazione e quello di microscopia, chimica, analitica, chimica tecnologica e di elettromagnetica, la galleria delle collezioni genetiche, i magazzini per la conservazione dei prodotti e per la selezione meccanica delle sementi, gli uffici del personale tecnico e di amministrazione, l’abitazione del direttore…
Allo scopo di chiarire l’importanza che la nostra Rieti ha nel miglioramento della granicoltura nazionale, aggiungiamo che nella piana Reatina, e precisamente in località S. Pastore, l’Istituto possiede una delle più vaste tenute in cui i nuovi frumenti creati subiscono le prove tendenti ad accertare il loro valore organico e vengono poi riprodotte su vaste estensioni onde ottenere le sementi da destinare alla comune coltura.

Il lavoro di ibridazione ed i suoi risultati

Già nel 1900 il prof. Strampelli aveva eseguito una prima ibridazione sul frumento, incrociando il "Noè" con il "Rieti" allo scopo di ottenere una varietà che del "Rieti" avesse i pregi e non il difetto dell’allettamento.
Convinto che le tesi mendeliane potessero essere applicate per migliorare i frumenti, ricombinò e incrociò tra loro le specie, ottenendo più di cento cultivar, che univano alla precocità una eccezionale capacità produttiva. Tra i nuovi cultivar particolarmente famoso è il "S. Pastore", ancora utilizzato in diversi paesi per la sua rusticità e per la stabilità del comportamento.
Strampelli eseguì nuove ibridazioni negli anni successivi cosicchè nel 1904 poteva già disporre di 53 ibridi, nel 1906 salirono a 134 fino a superare i 500, di anno in anno. Lo scopo principale della sperimentazione era quello di ottenere varietà molto produttive e più resistenti alle avversità. E i buoni risultati non tardarono a manifestarsi.
Fra i numerosi frumenti che Strampelli aveva ottenuto dai paesi esteri era stata notata una varietà giapponese non rispondente all’ambiente italiano ma spiccatamente caratteristica del suo brevissimo ciclo di vegetazione. Di tale caratteristica ci si avvalse per raggiungere una precocità di maturazione.
Notevoli frutti si ottennero anche nel miglioramento di altre piante quali fagioli, lenticchie e pomodori migliorandone le caratteristiche e l’apprezzamento degli agricoltori.

alunno: Civica David -4° Fs

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