PERSONAGGI ILLUSTRI DELLA CITTA' DI RIETI

A CURA DELL'ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE DI RIETI

"C. Rosatelli"

Angelo Sacchetti Sassetti 
letterato

(1873-1968)

 

Come si sa Rieti ha degnamente ricordato Marco Terenzio Varrone e Domenico Petrini; onorandoli degnamente con pubblicazioni, congressi e l'intestazione del Liceo Ginnasio al primo e del Liceo Linguistico al secondo.
Ma nulla ha fatto Rieti per ricordare e onorare, come si conviene, Angelo Sacchetti Sassetti.
A quel che mi risulta - ad eccezione di un opuscolo stampato a cura e spese di estimatori e amici - nessuna commemorazione è stata fatta per ricordare lo storico e il letterato, che a Rieti ha dedicato una vita per illustrarla in lungo e in largo come mai nessun altro; non una parola è stata detta per ricordare l'onestà, la coerenza e la generosità dell'uomo che di Rieti fu Sindaco due volte senza mai cedere alle lusinghe del potere.
Un destino di silenzio e d'oblio quello riservato al Sacchetti, che ha avuto inizio dopo la morte avvenuta il 26 Maggio 1968.
Ricordo che a seguire il funerale c'era pochissima gente e ancora meno alle operazioni di tumulazione, consumate in silenzio rotto soltanto dallo stridere di un organo, che gli operai manovravano per calare i resti mortali nella tomba di famiglia.
Questo silenzio dura ormai da troppo.
E' giunta l'ora dopo vent'anni, di commemorare Sacchetti degnamente cosi com'è stato fatto per Varrone e Petrini; ai quali merita a buon diritto, di essere associato.
Agli uomini di cultura e a quelli di potere spetta dunque il dovere di vendicarlo dall’oblio !
A Rieti vedevo Sacchetti in biblioteca, durante le sue passeggiate solitarie, e nella del caffè del Quattro Stagioni a conversare con altri suoi illustri coetanei; ma personalmente lo conobbi soltanto nel Settembre 1966.
L’occasione me la offrì Angelo Angelucci, direttore della Banca Popolare di Sovvenzione, che m’incaricò di proporgli la ristampa di un suo libro; e Maria Carloni direttrice della Biblioteca Comunale, che mi procurò un appuntamento con il professore, come lo chiamavano tutti. Abitava in Piazza S. Francesco a Rieti, al primo piano di un palazzetto, barbaramente demolito dopo la sua morte.  Come entri nella stanza – vestibolo dell’abitazione, lo trovai seduto dietro un tavolo ovale di noce, intento a leggere un documento con una lente d’ingrandimento. Il professore ultra novantenne, non dimostrava la sua età: aveva vivacità intellettuale, memoria e riflessi pronti. Quando gli dichiarai lo scopo della mia visita, che era quello di ristampare, a cura e spese della Banca Popolare di Sovvenzionamento, "Rieti nel Risorgimento Italiano" non escluse questa possibilità; ma precisò che la ristampa ne imponeva qua e là una revisione, dato che il lavoro aveva visto la luce nel 1911.
Come si sa "Rieti nel Risorgimento Italiano" incomincia col descrivere a Rieti i riflessi degli eventi della Rivoluzione Francese dal 1796 e termina nel 1870 con l’annuncio, della presa di Roma, ai cittadini di Rieti da parte del sindaco Domenico Petrini; ed è una narrazione storica che non manca di riferimenti e collegamenti alla storia della Sabina e a quella d’Italia. Lo stesso Sacchetti nella prefazione alla seconda edizione scrive: "Lunghe e gravi fatiche ho dovuto fare per raccogliere, vagliare e ordinare tante notizie storiche, attinte dai documenti". E più avanti aggiunge che la narrazione è ispirata unicamente all’amore del vero, confermando il criterio seguito di storiografia locale al quale sopra si è accennato.
Ora io credo che la lettura esatta di tutti i dati che si rilevano nei documenti non possa in alcun modo essere disgiunta dall’interpretazione che di essi se ne deve dare in modo che mettono capo a un discorso organico che spieghi logicamente quei documenti. Solo quando vi è corrispondenza tra questi due procedimenti, in modo che l’uno verifica l’altro,si giunge alla verità storica. Ma chiaramente ciascuno privilegia il procedimento che gli è più congeniale.
Sacchetti un uomo di dignità che in ogni circostanza seguiva sempre questa massima: "Solo gli Dei hanno bisogno d’incenso e di preghiere, gli uomini di dignità".

Alunno: Pettinari Matteo -4^Em                    

Sacchetti Sassetti nato nel 1873 e morto nel 1968.Era chiamato il professore e abitava in piazza S. Francesco a Rieti al primo piano del palazzetto che fu barbaramente demolito dopo la sua morte.Passava parecchio del suo tempo in biblioteca e faceva molte passeggiate solitarie; si recava nella sala del Caffe' al Quattro Stagioni e conversava con molti personaggi illustri coetanei.Nel 1911 scrisse "Rieti nel Risorgimento Italiano" e qualche anno dopo, la Banca Popolare gli propose la ristampa.Sacchetti Sassetti fu sindaco per ben due volte; le prime elezioni si svolsero il 10 Mazo 1946 e Sacchetti fu nominato vincitore della lista del Partito Socialista Italiano con 5954 voti per cui vincendo anche sugli altri partiti divento' sindaco di Rieti e lo fu per sei anni fino alle elezione del 25 Maggio 1952.Nel frattempo le condizioni economiche di Rieti erano impegiorate anche a causa della brusca contrazione dell'attivita' industriale. Cosi' i giovani cominciarono ad emigrare in cerca di migliori possibilita' di vita e di profitti.Sacchetti Sassetti, in queste condizioni di estremo disagio cerco' di gestire al meglio le risorse disponibili utilizzandole soprattutto per venire incontro alle esigenze piu' immediate e dirette della popolazione e non si preoccupo' molto di inventare qualche iniziativa e di impostare un programma per incentivare le attivita' economiche.
Molto spesso il professore invitava a casa dei personaggi illustri come: lo storico Eugenio Dupre' Theseider, il Pittore Angelo Angelucci, il critico d'arte Cesare Verani....
Anche se gli anni passavano, per lui il tempo si era fermato e nonostante i suoi novantanni era sempre molto vivace e aveva molta memoria e riflessi pronti.
Sacchetti Sassetti mori' il 26 Maggio del 1968.
Lui aveva passato tutta la sua vita illustrando Rieti in lungo e in largo ma nessuno dopo la sua morte aveva fatto niente per onorarlo, non una parola per ricordare la sua onesta' e la sua forza nel non abbattersi mai difronte alle difficolta' dei suoi doveri; fu fatto solo un opuscolo a spese dei parenti.
In qualunque situazione egli si trovasse, aveva sempre una massima:
"Solo gli dei hanno bisogno d'incenso e di preghiere,gli uomini hanno bisogno di dignita'! "

Angelo Sacchetti Sassetti nacque a Rieti alle ore 6 antimeridiane del 20 ottobre 1873 da Cesare Sacchetti Sassetti e Annamaria Battigalli. Frequentò la facoltà di Lettere all'Università di Roma, dove si laureò nel novembre del 1898 con una tesi sulle poetesse epiche italiane del XIX° secolo; anche se precedentemente aveva già svolto ricerche sul poeta reatino Angelo Maria Ricci. A Roma, inoltre, ebbe modo di seguire le lezioni di Antonio Labriola, al cui pensiero rimase fedele per tutta la vita. Tornato a Rieti, insegnò al ginnasio inferiore, e si dedicò intensamente alle attività sociali a favore degli operai degli opifici reatini.
Nel frattempo dette inizio a vaste ricerche negli archivi della città, e fondò la rivista Vita Sabina, che uscì per un paio di anni. Fu Ispettore onorario ai monumenti dal 1901 al 1926, anno in cui organizzò a Rieti il VII° centenario francescano, e in tale veste contribuì al restauro di importanti monumenti reatini, quali le volte del Palazzo Vescovile, l'affresco dei Torresani, la chiesa di S. Pietro in via Roma. Fu sindaco di Rieti dal 26 novembre 1920 al 19 maggio 1921, anno in cui fece acquistare dal Comune le pregevoli carte Ricci per la biblioteca. Per motivi politici fu allontanato da Rieti nel 1926, trasferendosi inizialmente a Matera, quindi a Potenza ed infine ad Alatri, sua seconda patria, di cui scrisse la storia ottenendone la cittadinanza onoraria.
Comunque il Sacchetti Sassetti mantenne sempre i contatti con la sua città, dove tornava per le vacanze estive. Importante fu l'amicizia con il vescovo Massimo Rinaldi, che lo volle collaboratore de L' Unità Sabina; di lui ammirò senza riserve la povertà, il coraggio, lo zelo. Nel settembre 1944 tornò definitivamente a Rieti, che resse ancora come sindaco dall'aprile 1946 al giugno 1956. Operò affinchè la Biblioteca civica, da lui intitolata al vescovo Paroni, avesse sede nell'ala nuova del Palazzo Comunale (1949), e che fosse aperta a Rieti una sezione dell'Archivio di Stato (1950). Nel 1958 donò al Museo cittadino un cospicuo nucleo di dipinti (ventinove tele risalenti al XVII° e XVIII° secolo, tra cui opere di Peter Roos, Antonio Amorosi, Benedetto Luti, Giovan Paolo Spadino, Cristoforo Creo, Girolamo Pesci), raccolti nella sala VII, che prese il nome di Sala Sacchetti; in quella occasione gli venne conferita la medaglia d'oro come benemerito della cultura. Continuò a lavorare fino agli ultimi giorni della sua vita.
Morì a Rieti nel pomeriggio del 24 maggio 1968 tra l'oblio e l'indifferenza generale.
Al suo funerale partecipò pochissima gente, e ancora meno durante le operazioni di tumulazione, consumate in un silenzio rotto soltanto dallo stridore di un argano che gli operai del Cimitero di Rieti manovravano per calare la bara con i resti mortali nella tomba di famiglia. E così la città di Rieti, mentre da una parte ha degnamente ricordato personaggi come Marco Terrenzio Varrone e Domenico Petrini, onorandoli degnamente con pubblicazioni, manifestazioni e congressi, dall'altra non ha fatto nulla per ricordare ed onorare Angelo Sacchetti Sassetti. Ad eccezione di un opuscolo, stampato a cura e spese di estimatori e amici, nessuna commemorazione è stata fatta per ricordare lo storico e il letterato, che a Rieti ha dedicato una vita per illustrarla in lungo e in largo come mai nessun altro; non una parola è stata detta per ricordare l'onestà, la coerenza e la generosità dell'uomo che di Rieti fu sindaco due volte senza mai cedere alle lusinghe del potere.
E' giunta l'ora di commemorare Sacchetti degnamente, così com'è stato fatto per Varrone e Petrini; ai quali merita, a buon diritto, di essere associato. Angelo Sacchetti Sassetti è scomparso nel silenzio, quello stesso silenzio che aleggiava nell'aria presso i locali della Biblioteca comunale dove era solito passare interi pomeriggi a leggere libri e testi, riuscendo quasi a svanire, a scomparire agli occhi delle altre persone. Sacchetti Sassetti costituiva inoltre il vertice di un "triangolo culturale", cui facevano parte lo storico d'arte Cesare Verani Borgucci ed il critico letterario Domenico Petrini, oltre al ricercatore Eugenio Duprè Theseider ed il pittore Arduino Angelucci che erano soliti riunirsi a parlare e a discutere delle proprie idee presso i locali del Quattrostagioni.
Ma come si posizionò Angelo Sacchetti Sassetti di fronte alla cultura e alla storia?
" Rieti nel Risorgimento Italiano " e " Anedocta Franciscana Reatina ", due tra le opere più significative ed importanti della sua produzione, possono dare una risposta a questa domanda.
" Rieti nel Risorgimento Italiano " comincia col descrivere le ripercussioni su Rieti degli eventi della Rivoluzione Francese a partire dal 1796, e termina nel 1870 con l'annuncio della presa di Roma ai cittadini di Rieti da parte del sindaco Domenico Petrini, narrando il tutto senza trascurare riferimenti e collegamenti alla storia della Sabina e a quella d' Italia. Gli eventi e i personaggi maggiori e minori descritti in quest'opera, sono stati rilevati e oggettivamente rappresentati in base ai documenti, senza alcuna concessione alla ricostruzione fantastica.
Sacchetti nella prefazione alla seconda edizione del 1967 scrive: " Lunghe e gravi fatiche ho dovuto durare per raccogliere, vagliare e ordinare tante notizie storiche, attinte dai documenti... ". E più avanti aggiunge che la narrazione è ispirata unicamente all' " amore del vero ". Questa sua precisione e minuziosità però non gli risparmiarono delle critiche, soprattutto da parte di Domenico Petrini che giudicava polemicamente " da farmacista " lo stile del Sacchetti, per la precisione e a volte la minuteria della cronaca. Ma le polemiche con il Petrini non si limitarono solo a quest' opera ma anche per l' " Anedocta Franciscana Reatina " in cui Petrini insisteva perchè il titolo dell' opera fosse abbreviato, eliminando "Reatina" in quanto riteneva questo attributo marginale e insignificante come chiave di lettura della vita del Santo.
L'atteggiamento di Petrini di fronte alla cultura e alla storia era quello di un idealista d' indirizzo crociano, che cerca di cogliere il significato di un evento o di un personaggio nelle linee essenziali per valutarlo nel suo insieme; Sacchetti Sassetti invece aveva un atteggiamento da positivista scientifico che, al contrario, raggiunge la medesima valutazione senza però tralasciare alcun dato o alcun fatto. Comunque, polemiche a parte, i risultati che Sacchetti ha conseguito in questo campo sono stati di prim' ordine. " Rieti nel Risorgimento Italiano " è in grado di fornire contenuti e dati esatti a chi si cimenti con storie di più ampio respiro, impedendo equivoci ed errori.
Ad esempio la battaglia del 7 marzo 1821 tra le truppe del generale Guglielmo Pepe e quelle austriache del generale Frimont è stata combattuta nei pressi di Rieti, sul Colle Lesta, a quanto riferisce Sacchetti nelle edizioni del 1911 e del 1967. Ma come osserva invece Cesare Verani, un infelice tentativo del Pepe di imbastire una resistenza ad Antrodoco ha fatto nascere l'equivoco, per cui una battaglia combattuta a due chilometri da Rieti e ventidue circa da Antrodoco ha preso in parecchie storie, il nome di quest'ultimo paese.
Lo stesso discorso vale anche per "Anedocta Franciscana Reatina" in cui Sacchetti Sassetti riporta il fatto che il miracolo dell' uva ad opera di San Francesco presso il Santuario della Foresta, sia avvenuto invece presso Campomoro, in quanto il convento francescano fu edificato agli inizi del XIV° secolo, quindi molti anni dopo la morte di San Francesco. Dal punto di vista storico questa scoperta è risultata molto importante poichè corregge un equivoco ed un errore che si tramanda da generazioni; anche se tra i credenti, come del resto è comprensibile, non riesce ancora a trovare il credito che si merita.
Concludendo, Angelo Sacchetti Sassetti fu un letterato, uno storico, un uomo politico, che diede tutta la sua vita per illustrare e rendere migliore Rieti, la sua città natale, quella stessa città che nel 1926 lo allontanò per motivi politici, quella stessa città che dopo la sua morte rimase completamente indifferente, quella stessa città che solo oggi, a distanza di trent'anni circa dalla sua morte comincia a fare qualcosa per onorare degnamente uno degli uomini più illustri e importanti che abbia mai avuto. Chissà se il suo nome dato alla vecchia scuola media Leonardo da Vinci possa rappresentare il primo passo di una lunga serie di commemorazioni che sicuramente gli spettano di diritto!

                                         OPERE
1898
- La vita e le opere di Angelo Maria Ricci.
1899
- Due poetesse epiche contemporanee;

- Tre lettere inedite di Luigi Muzzi al marchese Scipione Colelli;
- Carlo Botta poeta epico.

1900
- Il passaggio per Rieti del re Ferdinando II di Borbone;
- Un capitolo di storia reatina: il 1849;
- Un'accademia di poesia;
- Il primo ospite di Garibaldi in Rieti;
- Donna Camilla Peretti a Rieti.
1901
- I maestri di grammatica in Rieti sullo scorcio del
medioevo.
1902
- Le scuole pubbliche in Rieti dal XIV° al XIX° secolo.
1903
- Vincenzo Monti agente in Roma del Comune di Rieti.
1906
- In memoria di Giovanni Petrini;
- La famiglia di Tomasso Morroni e le fazioni in Rieti nel secolo XV°.
1907
- In memoria di A. Di Guido avvocato;
- Giuseppe Garibaldi a Rieti nel 1849 e nel 1867;
- Necrologia di Antonio Trinchi;
- Del " Giudizio Universale " di Rieti e dei suoi auto
ri.
1909
- Poesie scelte di Angelo Maria Ricci, con prefazione;
- L'ultima legge santuaria a Rieti.
1910
- Scritti editi e postumi di A. Di Guido, con prefazione;- In memoria di Francesco Ceci.
1911
- Rieti nel Risorgimento Italiano.
1912
- In memoria di D. Vincenzo Boschi;
- L' apertura degli Stati Generali a Versaille descritta da L. M. Buchetti.
1913
- Un gonfalone di Pirro Ligorio a Rieti;
- Pietro De Angelis a Parigi;
- Il brigadiere Giuseppe Capelletti.
1914
- Scritti scelti di Francesco Grigi, con prefazione.
1916
- Antonazzo,Marcantonio e Giulio Aquili a Rieti;
- Librai e Tipografi a Rieti dal XVI° al XIX° sec.;
- Guida illustrata di Rieti.
1917
- La vita e gli scritti di Mariano Vittori.
1919
- Giuseppe Gioacchino Belli a Perugia.
1926
- Pei restauri dell' Episcopio e del Duomo;
- Anedocta Franciscana Reatina.
1927

- Tre lettere inedite di Niccolò TommaSEO.
1928
- Autobiografia e lettere inedite di Melchior Missirini.
1929
- Per la storia della fortuna di Gio. Ladislao Pyrker in Italia;
- I fratelli Cantù e il Risorgimento Italiano.
1930
- L' improvvisatrice Rosa Taddei e una sua invettiva contro Scipione Colelli;
- Carlo Moderno a Rieti;
- Lettere inedite di D. Luigi Tosti.
1931
- Angelo Maria Ricci e Antonio Canova;
- L' iscrizione aletrinate di L. Battilenio Varo;
- Cenni storici su Alatri.
1932
- Lorenzo e Bartolomeo Torresani, pittori del secolo XVI°.
1933
- Pompeo Molella;
- Pompeo Bonamici, medico del secolo XVI°.
1934
- Guarcino durante la Repubblica Romana.
1936
- Enrico Mercatanti nei ricordi di un vecchio scolaro.
1938
- Achille Castagnoli e la sospensione del "Solerte";
- Salvatore Proja e Angelo Maria Ricci;
- L'eremita della Madonna dell'Orto;
- Un episodio del sacco di Rieti, 28 Agosto 1799;
- Un grande bibliofilo francescano: Gio. Filippo Paroni;
- Villa Pennicchia;
- Gino Celace o Luigi Ceci
;
1939
- Il colera del 1837;
- Guida di Alatri, Frosinone;
- Gli Albanesi a Rieti;
- La tragica fine di Ludovico e Giannandrea Alfani, 9 Febbraio 1397;
- Scuole d'altri tempi;
- Una grande ammiratrice di Mazzini;
- Giovanni Conti de' Desideri, vescovo;
- Gregorio Naro, vescovo di Rieti.
1940
- Fra Biagio da Leonessa, vescovo di Rieti;
- Gio. Battista Osio, vescovo di Rieti;
- L. Manara e un musicista reatino;
- Le Feste Antoniane (a Rieti) nel '600;
- Una pagina di Mazzini su un patriota reatino;
- Giuseppe Garibaldi e le campane di Rieti.
1941
- Franciscana Reatina;
- La cappella musicale del Duomo di Rieti.
1947
- Storia di Alatri, Frosinone;
- Luigi Ceci: scolaro e professore in Alatri;
1948
- Il Cantalicio e il suo primo passo nell' insegnamento;
- Nuovi documenti intorno a M. Vittori;
- L'insegnamento pubblico in Alatri dal XVI° al XIX° secolo;
- Per la storia del Convento della Foresta.
1949
- Ancora due parole sul convento della Foresta.
1952
- Le ultime vicende di un antico monumento reatino.
1955
- Il Palazzo Vicentini di Rieti e il suo architetto;
- Nel V° anniversario della morte del N.H. dott. Tito Leoni;
- La giovinezza di Gio. Giacomo Pandolfi da Pesaro;
- Nuovi documenti sul Convento della Foresta;
- S. Fabiano della Foresta o S. Maria della Foresta?;
- Lorenzo Bernini a Rieti.
1956
- Per la storia dell'Arte nel Rinascimento: Federico Fiorentino scultore, opere sconosciute del Vignola;
- La cappella musicale del Duomo di Alatri;
- A. M. Ricci e Alberto Thorwaldsen;
- Replica a Mons. Terzi sul Convento della Foresta.
1957
- Due Santi Francescani a Rieti;
- Un maestro di maestri: Giuseppe Ottavio Pitoni;
- Nicola Consoni (1814-1884);
- P. Angelotti e la prima descrizione di Rieti;
- Il primo aerostato e il primo aeroplano a Rieti;
- Orafi dell' Italia centrale dei secoli XIV e XV.
1958
- Divertimenti pubblici d' altri tempi a Rieti;
- Antonio Sangallo e i lavori delle Marmore;
- Antonio Canova e Gaetano Marchetti Tommasi.
1959
- Questioncelle francescane.
1960
- Un palazzo di A. Sangallo a Rieti?
- Cesare Tuppi da Messina, statuario e pittore del XVI° secolo;
- Uno dei Mille in Sabina: Ernesto Berthè.
1961
- Un' emigrata romana a Rieti: Fanny Spring Cialdea.
1962
- Angelica Potenziani Saliceti ( 1792 - 1865 );
- Antonio Gherardi in patria;
- La Rivoluzione Napoletana del 1820 nelle lettere d'un anticostituzionale;
- Gabriele Naudè a Rieti (1635 - 1639).
1964
- Maestro Salomone d' Anagni, medico del XV° secolo;
- Giovanni da Capestrano e Lorenzo da Rieti, Inquisitori in Sabina.
1965
- Rieti e gli Urslingen (1251 - 1256);
- Fra Roberto da Lecce al Capitolo di Fonte Colombo (1456);
- Un gonfalone di Carlo Cesi nel Museo Civico di Rieti;
- Novissimi documenti sul convento di S. Maria della Foresta;
- Bernardino da Rieti O. M. Conv. e la Bolla della Unione (1524).
1966
- Un ospite di S. Francesco a Rieti: Tebaldo Saraceni;
- Un canonico incantatore (1428);
- Ultime parole sul convento si S. Maria della Foresta;
- L' ultima opera di Marcantonio Aquili;
- Uno zio della B. Colomba da Rieti: Antonio Guadagnoli;
- Corrado d' Antiochia e i signori di Mareri;
- Winspeare - Ricci - Morlacchi ( 1815 -1819 );
- Fra Michele da Milano, predicatore e riformatore a Rieti.
1967
- Fonte Colombo (1450 - 1963);
- Opere giovanili di Francesco Fontana in Sabina;
- Sisto IV e S. Maria della Foresta;
- I paterini a Rieti nel XIII° secolo.
1968
- Il Duomo di Rieti ( opera postuma ).

Alunno:  Corradetti Paolo - 4° F lst

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