PERSONAGGI ILLUSTRI DELLA CITTA' DI RIETI

A CURA DELL'ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE DI RIETI

"C. Rosatelli"

SILVERIO  PICERLI
musicista
(metà 500)
 

                               Ricerche di :
                                       1- Tarquini Emanuele - 4°Ce
                                       2- Nobili Valentina - 4°Fs 

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Tarquini Emanuele - 4°Ce                                              

Chi è Silverio Picerli

Silverio Picerli è un musicologo francescano del diciasettesimo secolo, che ottenne stima ed apprezzamenti nell'ambito della musica. Sappiamo infatti che la sua fama chiarissima ai suoi tempi, non declinò mai, ed ancora oggi occupa un importante posto nella schiera dei teorici della musica.

Vita di Silverio Picerli

Nonostante Picerli sia stato uno dei rappresentanti della musica nel 1500, scrivere una biografia su di lui è quasi impossibile, vista la scarsità di notizie che si hanno sulla sua vita; gli storici non sono riusciti neanche a trovare precisamente l'anno di nascita e di morte.

Picerli è infatti nato a Rieti nella seconda metà del 500, ma più precisamente sembra che sia nato a Poggio Fidoni. Della sua famiglia si sanno poche cose, l'unica cosa certa è che era povera. Silverio però con lo studio, i sacrifici, la volontà e l'intelligenza, riuscì a cambiare la sua origine ed il suo destino. Per riuscire in questo, incominciò facendosi frate ed entrando a far parte dell'ordine dei Minori osservanti Riformati. Qui divenne lettore e teologo dell'ordine ed ottenne diversi incarichi importanti ed onorevoli, nei quali ottenne l'apprezzamento e la soddisfazione dei frati.

Dopo di che sappiamo che stette diverso tempo a Napoli, considerata a quel tempo come sede di ogni armonia, nel periodo tra il 1629 ed il 1631. Qui risiedette tra il convento di S.Maria Maddalena e quello di S.Chiara, dove ottenne diverse cariche importanti e potette applicare le sue capacità di teorico della musica insegnando questa materia. Quindi toccò i segreti di quest'arte così tanto da pervenire ad un più adeguato metodo di istruzione; infatti scrisse e pubblicò un corso di regole per il canto figurato, che fu raccolto in due opere, SPECCHIO PRIMO DI MUSICA e SPECCHIO SECONDO DI MUSICA. Questi due libri furono stampati a Napoli, nel 1630, sotto Matteo Nucci e la protezione del cardinale Boncompagni arcivescovo di Napoli, cose che fanno ancora più capire l'importanza di Picerli in quel periodo. Lui era infatti conosciuto con la fama di valente maestro e di profondo conoscitore delle teorie musicali; per questo molti musicisti e musicologi dopo la sua morte, analizzarono con stima le sue opere. Dopo non sappiamo più cosa abbia fatto, anche se alcune notizie le carpiamo da Leone Allacci, contemporaneo di Picerli, che ci dice, in un suo libro dove raccolse notizie sugli artisti del 500, che Silverio soggiornò per un breve periodo a Roma. Però oltre a questo, non sappiamo più nulla, nè quando e dove sia morto.

Il lavoro che Picerli ha fatto, sembra oggi, per via dell'evoluzione che la musica ha avuto nel corso dei secoli, poco importante, ma in realtà non va sottovalutato e lo si capisce dal fatto che egli, sia a Napoli che fuori, ottenne notevole stima. Probabilmente però proprio per questo egli è oggi purtroppo poco conosciuto e scarsamente ricordato nella sua città natale.

Opere di Picerli

Le sue due opere furono appunto lo Specchio Primo di Musica e Specchio Secondo di Musica. Sulle copertine di queste il titolo era riportato nel seguente modo:

Specchio Primo di Musica nel quale si vede chiaro non sol'il vero facile e breve modo di imparare di cantare il canto figurato e fermo, ma vi si vedon anco dichiarate con brevissim'ordine tutte le principali materie che ivi si trattano le maggiori difficoltà ( Napoli, Beltramo 1630 )

Specchio Secondo di Musica nel quale si vede il vero e facil modo di comporre di canto figurato e fermo di fare con nuove regole ogni sorte di contrappunti e canoni di sonar li toni di tutti i generi di musica reale e finta con le loro cadenze a propri luoghi e di porre in prattica quanto si vuole e si può desiderare di detti canto figurato e fermo composto dal M.R.P.F. Silverio Picerli Rietino theolog dell'ordine de Minori Osservanti Riformati in Napoli appresso Matteo Nucci con licenza de superiori ( Stemma del cardinale Boncompagni arcivescovo di Napoli a cui l'opera è dedicata )

Le due opere, furono appunto pubblicate a Napoli da Beltramo nel 1630, anche se sembra che lo Specchio Secondo sia stato in realtà pubblicato l'anno dopo, nel 1631, da Matteo Nucci. Queste furono in più dedicate al cardinale Boncompagni arcivescovo di Napoli, il quale era protettore degli amatori di ogni arte, tra i quali c'era lo stesso Picerli. Inoltre, da quello che si trova scritto sui frontespizzi dei libri, si è riuscito a ricavare il vero luogo di origine dell'autore. Infatti c'era scritta una dedica a Mariano Mattheucci di Poggio Fidoni, cioè del paese dove era nato.

In queste due opere veniva riportato un metodo analitico che svolge, con applicazioni ed esempi, le dottrine della scala sia diatonica che cromatica, degli intervalli, degli accordi, delle cadenze, delle progressioni e di altre cose che aiutano a prendere sicurezza con quest'arte. L'autore poi nella prefazione, promette al lettore, che attraverso i suoi insegnamenti raggiungerà la perfezione musicale, quella spirituale e la salvazione. Questo metodo di insegnamento fu così nuovo ed originale, tanto da portare molti studiosi della musica ad analizzare ed apprezzare quello che Picerli realizzò.

Uno dei primi che esaminò diffusamente il lavoro di Picerli fu Gaetano Gaspari, famoso musicologo bolognese. Egli fece soprattutto una descrizione dello Specchio Primo, nel quale elogia l'originalità sia delle teorie musicali, in esso enunciate, sia dello stile. Gaspari parla anche dell'esistenza di uno Specchio Terzo di Musica, di cui era stata annunciata la pubblicazione dopo quello secondo; questa teoria fu però ignorata da tutti gli altri studiosi..

Un altro autore che parla di lui è Oscar Mischiati, il quale esalta la notevole originalità del suo sistema di solmisazione. Poi viene anche ricordato nella "Musica "Ricordi" che dice che i suoi libri sono interessanti per l'originale sistema di solmisazione e per l'accordatura degli strumenti a tasto. Picerli viene ancora ricordato da: Leone Allacci, che è suo contemporaneo e ci da informazioni sulle sue opere, Lucas Wadding, don Girolamo Chiti, che cambia il cognome in Piverli provocando confusione tra gli studiosi della musica a lui posteriori, Jean B. La Borde, Johann Nikolaus Forkel, Becker e Giovanni Giacinto Sbaraglia, che stabilisce il luogo dove è nato e le sue attività a Napoli.

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Nobili Valentina - 4°Fs

Scrivere, una sia pur breve biografia di Silverio Picerli è cosa impossibile, a causa della scarsità di notizie sulla sua vita .Tutte le nostre ricerche, nel tentativo di stabilire l’anno della sua nascita e quello della sua morte, sono risultate vane. Benché la maggioranza degli storici, che nel corso del tempo si occuparono di Silverio Picerli vogliano sia nato a Rieti .

Egli viene definito reatino ma in realtà è molto più probabile che nascesse a Poggio Fidoni nella seconda metà del 500.

Dalle sue pubblicazioni apprendiamo che Picerli fu attivo a Napoli dal 1629 al 1631. Di lui non si sa altro.Data l’estrema povertà di notizie a nostra disposizione, è soltanto attraverso l’esame delle sue opere e delle opere che lo ricordano, che ci proponiamo di mostrare che la fama di Silverio Picerli, chiarissima ai suoi tempi, ancora oggi occupa un posto importante nella schiera dei teorici della musica.

Leone Allaci è il primo autore a noi noto che include Silverio Picerli, a lui contemporaneo, in una sua opera dove elenca gli uomini illustri giunti a Roma tra il 1630 e il 1631 e le opere pubblicate dai medesimi.Da questa apprendiamo che il Picerli, reatino, dell’ ordine dei Frati Minori Osservanti , aveva pubblicato in italiano lo "Specchio Primo" e lo "Specchio Secondo" di musica, opere stampate a Napoli da Ottaviano Beltramo, nel 1630. Questa antica mensione dell’ Allaci, benché contenga un errore facilmente verificabile ( lo Specchio Secondo di musica era stato in realtà pubblicato da Matteo Nucci nel 1631) è importantissimo poiché rivela la notevole fama che il Picerli godeva tra i suoi contemporanei.

Don Girolamo Chiti è il primo a tentare di raccogliere alcune notizie biografiche, tratte dalle opere del Picerli.A questo fa seguito il dotto Francescano Giovanni Giacinto Sbaraglia, il quale nel suo supplemento al Wadding ( trattato di musica del 1800 circa), fornisce preziose informazioni stranamente ignorate da tutti gli storici. Lo Sbaraglia, citando fonti inedite stabilisce il luogo di nascita del Picerli, rivelando le sue molteplici attività a Napoli e correggendo sia pure in modo alquanto confuso, l’errore dell’Allaci. Il primo autore che analizza diffusamente l’opera di Silverio Picerli è il famoso musicologo bolognese Gaetano Gaspari il quale nel suo catalogo della biblioteca del Liceo Musicale di Bologna, illustra le due opere del Maestro reatino.In particolar modo è importante la sua descrizione dello Specchio Primo del quale elogia l’originalità sia delle teorie musicali in esso denunciate sia dello stile.

Successivamente il Gaspari afferma che lo Specchio Terzo di musica annunciato come di prossima pubblicazione nell’ "Approvazione dello Specchio Secondo", non fu in realtà mai pubblicato.

E’ molto probabile che quest’opera del Picerli sia rimasta manoscritta e probabilmente che sia andata perduta fin dal seicento.

Anche la descrizione delle attività e delle cariche ricoperte da Picerli a Napoli è origine di notevoleconfusione. Solo in questi ultimi anni, l’opera del Picerli è stata analizzata con rigore critico prima brevemente nell’Enciclopedia della Musica Ricordi, dove i suoi scritti vengono definiti interessanti sia per l’originale sistema di solmisazione (1) sia per quello dell’accordatura degli strumenti a tastiera poi in maniera più approfondita da Oscar Mischiati, il quale, nel suo articolo nell’ Enciclopedia Universale della Musica, nell’analizzare l’opera del maestro reatino, ne pone in particolare risalto lo stile personalizzato e la notevole originalità nel suo sistema di solmisazione con il quale egli continua e rinnova l’opera dell’immortale Guido D’Arezzo .

L’interesse creato ai nostri giorni dall’ opera di Silverio Picerli ha indotto l’editore Aldo Forni di Bologna a cercare la ristampa dello Specchio Primo e Secondo di Musica in un unico volume.

(1) sistema elaborato da Guido D’ Arezzo per indicare i gradi della scala tramite sillabe. La solmisazione detta anche " ars solfandi" , nel basso Medioevo e nel Rinascimento si identificò con l’ insegnamento della lettura musicale. Punto di partenza della scala musicale era l’esacordo, ut, re, mi, fa, sol, la, introdotto da Guido D’ Arezzo nell’ XI secolo, che trasse i nomi delle note dalle sillabe iniziali degli emistichi che costituivano la prima strofa di un inno a S. Giovanni.

Tale successione non determinava l’altezza assoluta dei suoni ma soltanto le relazioni interne fra gli intervalli ed era caratterizzata dalla posizione centrale dell’ unico semitono coincidente con le sillabe MI-FA (tutti gli altri intervalli erano di tono).

La particolare configurazione dell’ esacordo permetteva a Guido D’Arezzo di far rilevare agli allievi la differenza tra tono e semitono e di sviluppare la facoltà di fissare nell’ orecchio i rapporti fra i vari suoni, agevolandone l’ int

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