PERSONAGGI ILLUSTRI DELLA CITTA' DI RIETI

A CURA DELL'ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE DI RIETI

"C. Rosatelli"

  ADOLFO LEONI
Ciclista
(1917-1970)

            
                                  Ricerche di :
                                                1- Panfilo Marco - 4°Fs
                                                2- Dionisi Simone - 4°Em
                                                3- Vaccaro Fabio - 4°Ce
                

                        ***************************************************

Panfilo Marco - 4°Fs

                                          Curriculum sportivo

Attività: ciclista, velocista. Inizia l'attività agonistica a 17 anni, come allievo.
Campione del mondo su strada dilettanti, 1937.
1935: Corre soltanto su pista.
1936: Torna alla strada e diviene dilettante. Nella coppa Martini (16 Marzo) è secondo dietro Favalli e, subito dopo, vince due gare d'importanza nazionale.
1937: Alle selezioni per i mondiali di Copenaghen ottiene buonissimi piazzamenti ed il 24 Agosto, in Danimarca, brucia tutti in velocità; appena ventenne è Campione del Mondo.
1938: Diviene professionista quasi subito dopo la vittoria ai mondiali. Al circuito di Ospidaletti si classifica al secondo posto. Quindi vince una tappa del Giro di Campania ed una del Giro d'Italia, quella di Rieti che è casa sua!
1939: Vince il Giro del Veneto e la Coppa Bernocchi, per citare solo i suoi successi.
1940: Taglia per primo il traguardo in quattro tappe del Giro d'Italia.
1941: E' campione italiano su strada professionisti.
1942: Vince la Milano-Sanremo ed il Giro dell'Emilia.
1945: Vince le Tre Valli Varesine ed ottiene un secondo posto nel campionato italiano inseguimento professionisti.
1946: Vince una tappa del Giro d'Italia ed il Giro dell'Emilia.
1947: Vince tre tappe del Giro d'Italia.
1948: Vince la Sassari-Cagliari e due tappe del Giro d'Italia.
1949: Vince il Giro del Piemonte e due tappe del Giro d'Italia riuscendo, a 32 anni, a tenere la maglia rosa per ben otto tappe e contro avversari di nome Coppi e Bartali. Dovette cedere al Campionissimo ma lo sforzo gli costò caro, siccome dicono i medici, al punto da accorciargli la vita.
1950: Vince una tappa al Giro d'Italia e una al Giro di Francia.
1951: Il successo in una tappa del Giro d'Italia è il suo canto del cigno.
Quindi abbandona e si dedica ad attività commerciali.

Tre Valli Varesine 1945
La XXVa edizione della "Tre Valli Varesine"
ADOLFO LEONI batte in volata cinque avversari al termine di una corsa vivacissima

Il forte Ricci, Bartali in grande giornata e Marangoni (primo dei Dilettanti) ai posti d'onore - mancato duello Coppi - Ortelli per l'assenza del primo.

A Varese, il 26 Agosto del lontano 1945, si è svolta una gara molto prestigiosa ai nostri giorni, la " Tre Valli Varesine ". Ai nastri di partenza erano presenti Gino Bartali, ciclista famoso sia per le sue vittorie sia per i duelli con Fausto Coppi, Mario Ricci, Ortelli, Bini, Adolfo Leoni, atleta di Rieti fortissimo in volata e Serse Coppi, fratello del Campionissimo. Serse morirà poi nel 1951 in seguito ad una caduta.
La " Tre Valli Varesine " del '45, ha visto ai nastri di partenza una novantina di corridori, che però hanno perso la ruota dei migliori nella salita della Grantola, dopo gli attacchi di uno scatenatissimo Gino Bartali.La fase conclusiva della gara ha visto un sestetto di corridori formato da Bartali, Leoni, Ricci, Marangoni, Antolini e Seghezzi darsi battaglia fino alla volata finale regolata da un velocissimo Adolfo Leoni.
Ordine d' arrivo:
1. LEONI Adolfo
di Rieti che compie 155 chilometri del percorso in ore 4,12'37" alla media oraria di chiometri 36,815;
2. RICCI Mario, di Roma a ruota;
3. BARTALI Gino, di Firenze a 5 metri;
4. MARANGONI, primo dei dilettanti;
5. ANTOLINI;
6. SEGHEZZI;
7. RONCONI, a 2'14";
8. COPPI Serse a 3'39";
9. GUIZZARDI;
10. MAGGINI Sergio.

Giro del Piemonte 1949

Inatteso epilogo del 39° Giro del Piemonte
ADOLFO LEONI primo e solo a Torino a coronamento di una fuga di oltre 35 chilometri

Con 3' 50" di distacco Fausto Coppi batte in volata Fiorenzo Magni, Luciano Maggini, Bartali, Tosi, Casola, Conte ed altri 32 uomini.

Il 39° Giro del Piemonte svoltosi il 4 Aprile 1949, ha visto un inatteso arrivo solitario dell'atleta reatino Adolfo Leoni, conosciuto soprattutto per il suo spunto in volata.
La gara, che comprendeva 293 chilometri, ha visto gli atleti percorrere i primi 222 chilometri, che portavano fino ad Asti, ad un'andatura non molto elevata, e i restanti 71 ad un'andatura sostenuta.
A circa 50 chilometri dal traguardo è proprio Fausto Coppi che prova ad allungare, ma è seguito come un'ombra dal solito Gino Bartali. Tra i due corridori c'è una scarsa collaborazione che permette il rientro di Leoni, quest'ultimo sfrutta la situazione, e mentre il " Campionissimo " e il suo diretto avversario si marcano, sferra l'attacco decisivo che lo porterà sul traguardo di Torino con 3' 50" su Coppi che regola in volata il gruppo formato da circa 40 unità.
Ordine d' arrivo:
1. LEONI Adolfo
( Legnano-Pirelli ) che copre i chilometri 293,400 del percorso in ore 8,21' alla media oraria chilometrica di 36,646;
2. COPPI Fausto ( Bianchi ) a 3'50";
3. MAGNI Fiorenzo ( Wilier Triestina );
4. MAGGINI Luciano ( Wilier Triestina );
5. BARTALI Gino ( Bartali );
6. TOSI ( Edelweiss );
7. CASOLA ( Benotto );
8. CONTE ( Bianchi );
9. MAGGINI Sergio;
10. CANAVESI.

tallonamento coppi.bmp (320406 byte)

 

Tappa del Giro d' Italia 1948

A Siena è primo ADOLFO LEONI

Unico superstite di un terzetto di audaci racciuffato all'ultimo chilometro, dopo una fuga iniziata sulla via Aurelia e protratta sino in vista dello striscione d'arrivo.
La quinta tappa del 31° Giro d' Italia, vinto poi da Fiorenzo Magni, vedeva la carovana rosa affrontare il non facile percorso della Viareggio-Siena.
La tappa lunga 175 chilometri proponeva l' ascesa della salita che conduce a Volterra e molti saliscendi che collegano Volterra a Siena. A 130 chilometri dal traguardo fu proprio Adolfo Leoni insieme ad altri due corridori, Zanazzi e Logli, ad andare all'attacco. Il vantaggio sul gruppo a 57 chilometri dall'arrivo era di 4' 50", questo vantaggio si andava però si andava man mano assottigliando poichè il gruppo era guidato da Coppi e Bartali. A 15 chilometri da Siena ci pensa però Pagliazzi a riportarsi sui tre fuggitivi che diventati, a questo punto della tappa, quattro, marciavano velocemente verso l'arrivo. La tappa terminava su una pista per atletica leggera, piena di fango per la pioggia che aveva caratterizzato tutta la gara. All'ultimo chilometro i quattro vengono raggiunti dal gruppo capitanato da uno scatenato Oreste Conte, compagno di squadra di Coppi. Nella volata Leoni brucia tutti e vince la sua decima tappa al Giro d' Italia.
Ordine d' arrivo:
1. LEONI Adolfo ( Legnano-Pirelli ) che impiega ore 5, 01' 03" a compiere i chilometri 175 del percorso, alla media oraria di chilometri 32,890;
2. CONTE Oreste ( Bianchi ) in ore 5,01'20";
3. LOGLI Nedo ( Arbos ) in ore 5,01'20";
4. BARTALI Gino ( Legnano-Pirelli ) in ore 5,01'20";
5. PAGLIAZZI Sergio ( Atala ) in ore 5,01'20";
6. ZANAZZI Renzo ( Cimatti ) in ore 5,01';
                                                     Biografia
Adolfo Leoni nacque a Gualdo Tadino, un paese in provincia di Perugia, il 13 Gennaio del 1917. Si trasferì a Rieti e per arricchire il magro bilancio familiare, Adolfo aveva una famiglia molto numerosa, diventò fattorino all'ufficio Poste e Telegrafi cittadino, lui non si tirava indietro quando c'era da consegnare la posta al Terminillo, prendeva la bicicletta e si inerpicava per i tornanti della Terminillese che, a quei tempi, non erano di certo dolci e agevoli come lo sono adesso.
Adolfo Leoni iniziò a correre a 17 anni, come allievo, per portare a casa qualche soldo. Fin dalle prime corse si capì che era portato per questo sport.
Passa dilettante e prima di essere preso sotto la protezione di Luigi Padronetti, un noto dirigente sportivo, Adolfo si trasferiva a Roma in bicicletta, partendo di sabato. Attendeva la mattina della gara dormendo sulle panchine di un qualsiasi giardino pubblico, incatenandosi la bicicletta ad una gamba.
Nel 1937 viene selezionato per andare a disputare i mondiali a Copenhagen, il 24 Agosto in Danimarca brucia tutti nello sprint e diviene Campione del Mondo.
L'anno successivo alla strepitosa vittoria in terra danese, Adolfo passa professionista e vince la prima corsa al Giro della Campania, più precisamente all'Arenaccia di Napoli, dove batte allo sprint gli assi del momento, Giuseppe Olmo e Learco Guerra.
Negli anni successivi Adolfo Leoni si sposa con una cantante emergente, Maria Luisa Cioni, che diventerà poi una soprano acclamata e scritturata dai maggiori teatri italiani ed europei, e conquista una serie di vittorie che compongono il suo strepitoso curriculum. Infatti, oltre ad essere diventato campione del mondo tra i dilettanti, Adolfo Leoni ha vinto 15 tappe al Giro d’Italia, riuscendo nel 1949 a vestire la maglia rosa per ben otto tappe consecutive, dovette desistere agli attacchi di Fausti Coppi e Fiorenzo Magni nel tappone dolomitico. Leoni ha scritto il suo nome anche nell’albo d’oro della "Classicissima", la Milano-Sanremo che vinse il 19 Marzo 1940.
Leoni oltre ad essere un grande campione in bici è stato anche un ottimo scopritore di talenti, infatti fu proprio lui che consigliò ad Edoardo Bianchi di ingaggiare un giovane talento di nome Fausto Coppi.
Lasciate le gare Adolfo, oltre ad essere manager di sua moglie Maria Luisa, diventò responsabile tecnico dell’Ignis, squadrone che vanterà tra le proprie file atleti come Nencini, Poblet e Bahamontes. Adolfo Leoni muore a Massa il 19 ottobre 1970 a soli 53 anni.
Leoni è ricordato molto nella nostra città, infatti gli è stato eretto un monumento creato da Bernardino Morsani, e gli è stata intitolata una piazza. Inoltre tutti gli anni si corre il trofeo Adolfo Leoni, organizzato da Giuseppe Peron, che quest’anno è arrivato alla 24° edizione. Il trofeo ormai è diventato una classica del panorama dilettantistico internazionale, infatti il suo albo d’oro vanta nomi di grande prestigio come Abdujaparov vincitore nel 1989 e Missaglia vincitore nel 1994.

                                                                                                                    HOME PAGE

                                                
                             **********************************


Dionisi Simone - 4°Em

                IL "RITORNO" DI UN GRANDE CAMPIONE

Dopo un lungo silenzio, dovuto a motivi di lavoro che ci hanno tenuto lontano da Rieti, torniamo a parlare di sport e ci è caro dedicare questo primo servizio al campione che con le sue smaglianti e talvolta addirittura strepitose vittorie, ha onorato la nostra città e il tricolore sul più alto pennone velodromi europei. Di Adolfo Leoni abbiamo vissuto appassionatamente la sua vicenda sportiva. Una favola che meriterebbe di essere raccontata per intero, tanto brillanti furono gli episodi e le note di colore. Ma per ora ci limitiamo a ricordare la sua prima vittoria in campo professionistico, conquistata all’Arenaccia di Napoli nella maniera più elettrizzante. La raccontiamo perché essa rappresentò per Adolfo Leoni la realizzazione di un grande sogno: quello di far parte dello "élite" del ciclismo italiano. Adolfo Leoni che per l’interessamento dell’inseparabile Gigino Padronetti, proprio alla vigilia del campionato del mondo dilettanti (da lui vinto in maniera strepitosa) era riuscito ad ottenere dalla Bianchi un completo equipaggiamento da corsa, al suo passaggio tra i professionisti venne assunto dalla casa milanese, per un periodo di prova di tre mesi con lo stipendio di duecentomilalire mensili. Per il nostro campione allora, allora appena ventenne fu come toccare il cielo con un dito per cui, con il morale alle stelle, si presento al giro della Campania animato dai più fieri propositi. Tanto che arrivò a dirci: vedrete che farò una bella figura. Questa era anche la nostra speranza, ma preferimmo tenercela chiusa dentro di noi. Però quando sugli spalti dell’Arenaccia cominciarono a giungere le prime notizie sull’andamento della gara, le nostre pulsazioni cardiache di colpo raggiunsero un livello elevatissimo. Il nostro amico e campione era nel gruppo di testa, del quale facevano parte gli assi del momento, Giuseppe Olmo e Learco Guerra. Vi lasciamo immaginare l’entusiasmo dei napoletani, accaniti tifosi di Guerra. Entusiasmo anche da parte nostra, ma anche tanta trepidazione! Al giungere dei corridori del gruppo di testa, l’Arenaccia si infiammò di colpo, mentre un coro immenso, assordante, prese a scandire l’incitamento "Forza Guerra". Per il nostro Leoni, solo la nostra voce. Ma Adolfo non aveva bisogno di incitamenti. Volontà, cuore, muscoli, perfettamente sincronizzati, la vinsero su tutto e su tutti. E fu così che mentre i napoletani, fiduciosi nei mezzi del loro beniamino, si apprestavano a salutare trionfalmente la vittoria di Guerra, Adolfo Leoni, con uno scatto fece schizzare letteralmente la sua ruota oltre la linea dell’arrivo, lasciando i due "super assi" Guerra e Olmo la consolazione di classificarsi nell’ordine al secondo e terzo posto. Il pubblico incredulo e sbigottito, ammutolì di colpo. Però fu un attimo perché i napoletani, generosi e sensibili come sempre, applaudirono calorosamente. Tutto questo mentre noi ridevamo e piangevamo: la gioia ci faceva impazzire.

                                                                                           Home Page


                             **************************************

Vaccaro Fabio - 4°Ce

                                           Curriculum sportivo

  Adolfo Leoni nacque a Gualdo Tadino in provincia di Perugia, il 13 Gennaio 1917. Adolfo faceva parte di una famiglia numerosa ed anche abbastanza povera, infatti, nella sua giovane età possiamo ricordare molti sacrifici per aiutare la sua famiglia ad andare avanti.

Per fare tutto ciò faceva il portalettere e con la sua bici percorreva molti chilometri per consegnare la posta. Adolfo amava molto il ciclismo ed all’età di 17 anni inizia la sua attività agonistica, come allievo, correndo inizialmente soltanto in pista. Come abbiamo detto prima Adolfo amava molto lo sport del ciclismo, e per effettuare le gare lui doveva fare molti sacrifici, infatti, ricordiamo che quando doveva andare a Roma per gareggiare la Domenica, lui partiva il sabato da Rieti in bicicletta e trascorreva la sera e tutta la notte sulla panchina di qualche parco, con la bici incatenata ad un piede per paura che qualcuno potesse rubarla. Questi suoi sacrifici furono subito ripagati, perché dopo aver vinto delle gare d’importanza nazionale, il 24 Agosto 1937, Adolfo diventa Campione del Mondo Dilettanti a Copenhagen in Danimarca. Con quest’importantissima vittoria Adolfo nel 1938 passa tra i professionisti e riesce ad aver un ingaggio dalla Bianchi, che era una delle squadre più importanti. Da subito tra i professionisti ottiene dei buonissimi piazzamenti e nel suo primo anno vince un tappa al Giro d’Italia e più precisamente vince la tappa di Rieti. Per fare una parentesi possiamo affermare che Adolfo oltre a tutte queste vittorie nello sport, riesce anche a sposare la sua innamorata Maria Luisa Ciani, che durante il loro matrimonio gli darà una duplice felicità ovvero i loro due figli Roberto e Paola. Dopo aver chiuso questa parentesi, possiamo affermare che con il passare del tempo Adolfo diventerà uno dei ciclisti più forti, infatti, nel Giro d’Italia del 1949, riesce ad indossare la maglia rosa per ben otto tappe e con avversari come Coppi e Bartali. Dopo questo grandissimo risultato i medici addirittura gli affermarono che lo sforzo sostenuto gli avrebbe accorciato la vita. Andando avanti Adolfo continuerà a vincere altre gare molto importanti, ma una di quelle che maggiormente ricordiamo, e il Giro d’Italia del 1951, dove vince anche una tappa e purtroppo decide di ritirarsi dal ciclismo praticato. Per il suo amore verso questo sport, pensa di rimanere ugualmente all’interno, ma con altre mansioni come quelle di direttore tecnico dell’Ignis, che era una delle migliori squadre di quel momento. Durante il periodo di svolgimento di queste mansioni, ci piace ricordare quello che lui pensava del ciclismo, infatti, affermava che i corridori di un tempo faticavano di più, avevano biciclette meno sofisticate, ed in caso di foratura si dovevano cambiare o il copertone o la ruota da soli, mentre quelli d’oggi non voglio faticare, rendendo meno vero e meno bello il ciclismo. Dopo tutto questo c’è da ricordare una bruttissima data, ed è quella del 19 ottobre del 1970 che vede morire Adolfo Leoni, a Massa Carrara per colpa di un collasso cardiocircolatorio. Alla morte di questo campione tutta la città di Rieti ed il mondo dello sport ne furono dispiaciuti, Rieti per far sì che tutti ricordassero questo grande campione del ciclismo, che aveva fatto innamorare tutti per le sue importantissime imprese, decise di fare un monumento e la squadra di Basket (Brina) devolse l’incasso di una partita per la realizzazione, che fu portato a temine ed inaugurato vicino al palazzotto dello sport che prese il suo nome. Ancora oggi, a Rieti viene effettuato in ricordo di Adolfo Leoni un trofeo dilettantistico a livello nazionale che si svolge fra le principali vie.

                                                                                           Home Page