PERSONAGGI ILLUSTRI DELLA CITTA' DI RIETI
A CURA DELL'ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE STATALE DI RIETI
"C. Rosatelli"
CARLO JUCCI
?
(1897-?)
Ricerche di :
1-
Paolucci Riccardo e Teti Matteo - 4°Em
2- Grillo Federico - 4°Fs
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Paolucci Riccardo e Teti Matteo - 4°Em
Carlo Jucci nacque a Rieti il 28 giugno 1897, vi compi
gli studi classici conseguendo la licenza liceale donore nel 1914, si iscrisse alla
facoltà di scienze naturali presso luniversità di Roma. Dovette interrompere gli
studi per prestare servizio militare durante la prima guerra mondiale e li portò a
termine nel 1920 alla conclusione degli eventi bellici, avendo rinunciato alla laurea di
guerra.
La sua tesi di laurea in Scienze Naturali aveva per argomento" La differenziazione
delle caste della società delle Termidi" e gli valse i pieni voti e la lode. Nel
1925 si laureava ancora con lode,presso la facoltà di Medicina dellUniversità di
Napoli, discutendo la tesi: "Limmunità di un insetto, la tubercolosi, e la
lepra " dimostrando la fecondità di un concetto biologico generale applicato ai
campi pratici della medicina. Nel 1925 otteneva anche la libera Docenza di Anatomia e
Fisiologia comparate. In questi anni era stato allievo di Battista Grossi a Roma, di Foà
e di Silvestri a Portici, di C.F.A. Pantin al Marine Biological Laboratory di Plymonth.
Nel 1927 laureato nel laboratorio di Fisiologia dellUniversità di Napoli in veste
di assistente aggiunto sotto la direzione del prof. Potassi. Nel 1928 fu chiamato a
dirigere listituto di Anatomia e Zoologia Comparata, allUniversità di
Sassari. Nel 1931 vinse il concorso bandito per una analoga cattedra allUniversità
di Cagliari ma fu trattenuto a Sassari fino al 1932; in questo stesso anno fu Chiamato
alla facoltà di Scienze dellUniversità di Modena e fu promosso ordinario nel 1933.
Nel 1934 fu chiamato alla facoltà di Scienze dellUniversità di Pavia dove lavorò
intensamente fino alla sua morte ( 22 Ottobre 1962) .
La sua attività didattica, organizzativa e scientifica fu davvero straordinaria: già nel
1935 poteva trasferire lIstituto di Zoologia in unala di Palazzo Botta,
ampliandolo e arricchendolo di 15 nuovi laboratori per le sue esigenze di ricerca; nel
1937 ripristinava lAcquario fondato da Camillo Golgi nel 1913; nel 1939 fondava il
"Centro di Genetica". Nel 1941 promosse la Fondazione del primo "Istituto
di Genetica" che nel 1947 il CNR riconosceva come proprio "Centro di Studio per
la genetica". La fondazione di questo istituto in Italia nellambito
dellIstituto di Geologia, presso lUniversità di Pavia; nel 1949 istituiva il
"Centro Appenninico del Monte TERMINILLO " quale stazione montana nel centro
genetico aperto anche ai ricercatori internazionali. Nel 1960 creava la stazione di
sperimentazione Agraria di Pian Del Lago.
Nel 1952 promosse la creazione della società italiana di Genetica Agraria di cui fu
presidente fino alla sua scomparsa. Sempre nel 1952 era tra i fondatori della " Union
Internazionale pour lEtude des Insectes Sociaux" e ne creava la sezione
Italiana di cui fu presidente. Fu vicepresidente dellUnione Zoologica Italiana nel
1955 e presidente della medesima nel 1956. Nel campo editoriale scientifico fondò e
dirisse: " Scientia Genetica" periodico di genetica per i paesi latini (1938);
"Genetica Agraria" periodico di genetica applicata allagricoltura (1946);
"Symposia Genetica et Biologica Italica" organo Centro di Genetica del C.N.R. e
del Centro Appenninico (1948). Aveva anche curato la pubblicazione degli Atti del Convegno
di Genetica Agraria di Rieti-Roma 1950, nonché una raccolta di monografie a soggetto
genetico-agrario.
A Jucci si deve lorganizzazione di 16 congressi e sinposi scientifici, molti dei
quali ebbero una notevolissima partecipazione di relatori stranieri. La produzione
scientifica di Carlo Jucci annovera oltre 230 pubblicazioni, soprattutto nel campo della
Biologia Generale, della Genetica Pura ed Applicata, della Fisiologia Comparata; a lui si
riconosce inoltre il merito di aver indirizzato e favorito linee di ricerca assai
diversificate che furono affidate ai numerosi allievi della sua scuola.
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-Biografia
Nacque a Rieti il 28 Giugno 1897, si dedicò agli studi classici, si iscrisse in seguito
alla facoltà di SCIENZE NATURALI presso l'Università di Roma.
Causa la I° Guerra Mondiale, dovette interrompere gli studi portandoli comunque a termine
nel 1920, rinunciando persino alla laurea di guerra.
L'argomento della sua tesi di laurea in scienze naturali, trattava: " La
differenziazione delle caste nella società dei Termidi ", tale argomento gli valse
la lode.
Nel 1925 conseguì una nuova laurea presso la facoltà di Medicina dell'Università di
Napoli discutendo l'argomento: "L'immunità di un insetto, e la tubercolosi ".
Durante questi anni era stato allievo di Battista Grassi a Roma, di Foà e di Silvestri a
Portici.
Nel 1926 aveva lavorato nel laboratorio di Fisiologia dell'Università di Napoli in veste
di assistente.
Nel 1928 venne chiamato a dirigere l'Istituto di Anatomia e Zoologia comparata
dell'Università di Sassari.
Nel 1934 venne chiamato alla facoltà di Scienze dell'Università di Pavia dove lavorò
intensamente fino alla sua scomparsa.
La sua attività didattica e scientifica fu veramente straordinaria: già nel 1935 poteva
trasferire l'Istituto di Zoologia in un'ala di Palazzo Botta, ampliandola ed arricchendola
di 15 nuovi laboratori.
Nel 1941 promosse la Fondazione del I° Istituto di Genetica in Italia, nell'ambito dell'
Istituto di Zoologia presso l' Università di Pavia.
Nel 1949 istituiva il "Centro Appenninico del Monte Terminillo" quale stazione
montana del Centro di Genetica aperto persino a ricercatori internazionali.
Fu vice-presidente dell'Unione Zoologica Italiana nel 1955, divenne poi nel 1956
presidente.
Si dedicò anche al campo editoriale scientifico fondando e dirigendo: "Scientia
Genetica", un periodico di genetica per i Paesi Latini (1938); "Genetica
Agraria", periodico di genetica applicata all'agricoltura (1946); "Symposia
Genetica et Biologica Italica", organo del Centro di Genetica e del Centro
Appenninico (1948).
Aveva anche curato la pubblicazione degli atti del Convegno di Genetica Agraria di Rieti e
Roma, nonchè una raccolta di monografie a soggetto genetico-agrario.
A Jucci si deve l'organizzazione di 16 Congressi e simposi scientifici, molti dei quali
ebbero una notevole partecipazione di relatori stranieri.
Studi condotti da Jucci sui seguenti argomenti:
Termiti
Insetti sociali, che vivono insieme nello stesso nido, si aiutano a vicenda e dipendono
gli uni dagli altri così tanto da non poter vivere separatamente.
Si differenziano da altri insetti sociali ( api, vespe, formiche ) per le loro larve che
sono simili a piccolissimi adulti.
Nel corso dello sviluppo si possono verificare differenze significative che conducono alle
varie caste: la casta dei riproduttori ( ninfe, alati ), quella dei soldati e quella degli
operai, la forma e le dimensioni delle due paia di ali è quasi uguale e piuttosto grande,
il maschio collabora alla costruzione del nido e vive.
La Differenziazione delle caste nelle Termiti
1. Nel 1924 Jucci, nella sua vastissima tesi di laurea pubblicata dall'Accademia dei
Lincei, affrontava fra gli altri il problema della differenziazione delle caste. Così
citava: "A me sembra probabile che ghiandola fontanellare, ghiandole tentoriali e
corpora allata abbiano, in linea generale una funzione di secrezione interna,
paragonabile, sia pur lontanamente, a quella che per animali superiori hanno l'ipofisi, il
timo, la tiroide".
2. Appunti dattiloscritti di C. Jucci riguardanti le ricerche sulle termiti in Italia.
3. Opera di C. Jucci " Endocrinologia comparata degli insetti sociali e
differenziazione delle caste ", 1962.
4. Opera di C. Jucci " Interesse Entomologico e Biologico generale di una
Endocrinologia comparata degli insetti sociali", 1961.
5. Figure di ghiandola ventrale e ghiandola protoracica nelle termiti.
Genetica
Carlo Jucci si definiva, ed era, missionario della genetica in Italia perchè sentiva il
bisogno di diffondere anche da noi il messaggio della scienza dell'eredità, ma era anche,
per così dire, profeta nell'anticipare la preferenza della lotta biologica su quella
chimica, di cui previde le gravi ricadute oltre che i fallimenti più dei pur scontati
successi in tempi brevi.
1. Jucci si accorse, prima forse di qualunque altro che la genetica aveva una funzione
unificatrice di tutti gli studi biologici. Egli infatti ha lasciato scritto: " Il
morfologo, il fisiologo, l'ecologo, il sistematico possono fare opera di Biologia generale
ogni qual volta spingono la loro ricerca fino ad una profondità sufficiente. A quel
livello incontrano l'orizzonte genetico. A quel livello le ricerche morfologiche,
fisiologiche, ecologiche, sistematiche vedono zampillare in fondo al pozzo della loro
trivellazione analitica la sorgente genetica e divengono veramente ricerche di Biologia
generale"
2. Mozione della società italiana per il progresso delle scienze, 12/18 settembre 1931,
per l'istituzione dell' insegnamenti della genetica a livello universitario e per
l'istituzione di Istituti di Genetica o di un Istituto Centrale di Genetica in Italia.
Biochimica dei Pigmenti
E' noto che la colorazione dell'Emolinfa, dei bozzoli del baco da seta ( Bombyx Mori ) è
dovuta ai pigmenti ( Carotenoidi-rosso, flavoni-verdi, xantofille-giallo ) che la larva
assume con l'alimentazione dalle foglie del gelso ( gen. Morus ). Le ricerche condotte
dalla scuola di Jucci hanno posto in evidenza che esistono geni del nucleo attivi sulle
membrane delle ghiandole serigene e nell'intestino, che determinano una permeabilità
selettiva ai vari pigmenti. Si possono infatti avere razze con bozzoli variamente colorati
( bianchi, rosa, verdi, arancio, oro, giallo ). Questi geni sono posti su cromosomi
diversi e danno quindi segregazione dipendente. Come si può osservare dalle tavole e
bacheche esposte, esiste interazione genetica tra coppie di alleli diversi. Queste
ricerche datano dal 1930 e hanno consentito di correlare gli studi genetici con quelli
fisiologici e biochimici negli insetti. A questo proposito Jucci coniò il termine
fisiogenetica per indicare "le ricerche che definiscono il determinismo dei caratteri
e quindi, se non l'azione del gene, almeno la natura delle sostanze, il metabolismo delle
quali è governato da fattori genetici", ( Jucci, 1944 ).
1. Tavola tratta da C. Jucci "Introduzione allo studio della genetica", 1944.
Centro Appenninico del Monte Terminillo
Il Centro Appenninico sul Terminillo: istituto che ideato come strumento di cooperazione
tra i biologi specializzati nei vari rami della ricerca scientifica pura ed applicata ma
accomunati dall'interesse allo studio degli equilibri biologici e dei processi di
eredità, variabilità, evoluzione che ne sono la base ha dilatato, già pur nelle prime
fasi stentate, per mancanza di mezzi finanziari, della sua organizzazione, il suo
programma delle ricerche teoriche nei campi della genetica di popolazione e della
genecologia alle ricerche della genetica agraria specializzata per l'ambiente montano.
1. Due vedute del Centro Appenninico sul Terminillo ( m. 1730 s.l.m. ) ( archivio
Dipartimento di Biologia animale, Università di Pavia ).
2. Foto di collaboratori e ricercatori italiani e stranieri con il professor C. Jucci al
Centro Appenninico del Monte Terminillo ( 1959-archivio Dipartimento di Biologia animale,
Università di Pavia ).
3. Lettera a C. Jucci dell'Ufficio Centrale di Meteorologia e di Ecologia Agraria di Roma
che annunciava l'invio di strumenti per il Centro Appenninico del Terminillo ( archivio
Dipartimento di Biologia animale, Università di Pavia ).
Ricerche di interesse medico
Inchiesta antropometrica
Nel 1931 ancora a Sassari, a Jucci fu richiesto di partecipare ad una: "Inchiesta
antropometrica e costituzionalistica sui genitori di famiglie che hanno avuto almeno sette
figli" ( 770 coppie ). Ne derivò una grande mole di dati raccolti in tre
pubblicazioni. A Pavia, successivamente i dati inediti vennero analizzati nella tesi di
laurea di un'allieva ( Lina Tomici ) dal titolo: Correlazioni antropometriche nei coniugi
sassaresi, pubblicata su "Genus". L' argomento era piuttosto nuovo per l'Italia
e scarsi gli strumenti statistici a disposizione ( metodo Viola, formula del Bravais ). Un
confronto con i dati di analoghe ricerche straniere permise di concludere che, per le
misure della testa e della faccia, esiste indubbiamente un certo grado di correlazione
positiva tra i coniugi sassaresi, che è della stessa entità di quella riscontrata da
altri autori su diverse popolazioni. Ciò si verifica anche per la statura in piedi e
quella seduta, caratteri che si direbbero dunque fattori più o meno diretti di attrazione
matrimoniale.
Materiale inedito della ricerca di C.Jucci sulla "calvizie ereditarie"
Giuseppe Mangili, direttore dell'Istituto di Zoologia di Pavia dal 1799 al 1819, in
occasione di una conferenza tenuta il 21 dicembre 1809 parla del fenomeno della
"calvizie ereditaria". Dice Jucci: "Mi piace richiamare l'attenzione in
modo particolare sul discorso di Mangili sulla "calvizia ereditaria" (1810), nel
quale egli espone fatti interessantissimi che dimostrano per la prima volta la
trasmissione ereditaria, per quattro generazioni, di calvizie totale congenita
(probabilmente come carattere autosomico a dominanza variabile, incompleta e incostante
)". L'interesse su questo fenomeno condusse Jucci a seguire un'indagine (1955) sul
paese di Azzone (Bergamo) al quale si riferiva Mangili. Purtroppo le ricerche non ebbero
risultato concreto perchè fu impossibile seguire i discendenti che, per emigrazione o
lavoro, si erano recati altrove.
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