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IL NUOVO CONTRATTO |
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Scuola, verso un contratto separato per i docenti |
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da
La Stampa IL MINISTRO PUNTA AD
ABBANDONARE IL TAVOLO DEL PUBBLICO IMPIEGO: «VOGLIAMO EVITARE LA DERIVA
IMPIEGATIZIA DEGLI INSEGNANTI» ROMA - GLI insegnanti
potrebbero avere un «contratto separato» all´interno del comparto
scuola, vedendo così riconosciuta una loro specificità professionale con
relativo riconoscimento giuridico. Si tratterebbe di un primo passo verso
la costituzione di qualcosa che, per semplificare, chiameremmo «ordine
professionale». E così anche i docenti
- come altre categorie, per esempio i medici o i giornalisti - potrebbero
contare su due soggetti a tutela del loro lavoro, un «Ordine»
(continuiamo a chiamarlo così) che ha giurisdizione su la materia
deontologica e strettamente professionale, e un sindacato che ne
continuerebbero a garantire i diritti e resterebbe mediatore in sede di
rinnovo contrattuale. La novità era nell´aria
da un po´ di tempo, sostenuta da una rosa di associazioni professionali
dei docenti, ma ieri, a Bellaria, nel corso del convegno dell´Associazione
Diesse (Didattica e innovazione scolastica), l´istanza è stata fatta
propria dallo stesso ministro dell´istruzione Letizia Moratti che ai
circa mille delegati ha promesso sostanzialmente tre cose: la costituzione
di un Forum delle associazioni professionali da consultare ogni volta che
si prendano decisioni sul merito del lavoro docente (si tratterebbe di un
organismo analogo a quello che già esiste per le associazioni dei
genitori e degli studenti); lo stralcio della figura docente dal comparto
scuola già ad iniziare dal contratto attualmente in corso di rinnovo, con
relative disposizioni da dare a riguardo all´Aran (l´Agenzia per la
contrattazione nel pubblico impiego); terzo, lo studio di un istituito
giuridico (una sorta di Ordine, torniamo a ripetere per comodità) di
autogoverno della professione docente e della propria etica peculiare. «Noi - ha detto il
ministro Moratti - vogliamo valorizzare la funzione educativa degli
insegnanti evitando una loro deriva impiegatizia. La scuola ha il volto
degli insegnanti ed è giusto trovare gli strumenti per valorizzare la
loro professionalità. Per questo motivo raccolgo in modo positivo la
richiesta fatta da questo convegno di valorizzare le associazioni
professionali dei docenti. Infatti più una società è complessa e
frammentata più i corpi intermedi, come sono le associazioni degli
insegnanti, sono necessari: infatti dirigismo e centralismo non sono più
capaci di cogliere le diverse istanze che emergono. Vedremo assieme come
realizzare le forme per valorizzare le associazioni degli insegnanti
tenendo conto che anche i sindacati della scuola svolgono un ruolo
importante». Il ministro Moratti ha poi annunciato la sua volontà di «arrivare
ad una contrattazione separata per il corpo docente. Sono convinta che
questo - ha detto - aiuterà a costruire un percorso basato sulla qualità,
professionalità e responsabilità a cui corrisponderanno anche ricadute
dal punto di vista economico». Inutile dire che una disponibilità così
generosa da parte del ministro, ha suscitato l´entusiasmo dell´Assemblea
dell´Associazione Diesse, nata da ambienti vicini alla Compagnia delle
Opere. Giuseppe Meroni, presidente dell´Associazione, già nel dicembre
scorso aveva annunciato - proprio al nostro giornale - di volersi smarcare
dal sindacato tradizionale proprio perché quest´ultimo puntava troppo
sugli aspetti meramente contrattuali e normativi della professione
insegnante, a scapito - secondo lui e la sua Associazione - degli elementi
di professionalità che il lavoro docente racchiude. L´assemblea di ieri
non ha avuto alcun tono polemico nei confronti del sindacato come
istituzione, ma l´affondo sulla contrattazione separata ha indubbiamente
impattato sulla dinamica delle trattative in corso per il rinnovo
contrattuale della scuola. Da qui le perplessità di Enrico Panini,
segretario generale della cgil scuola: «Noi riconosciamo la specificità
del lavoro insegnante e per questo il contratto prevede già delle aree
distinte tra lavoro docente e non docente. Non siamo convinti invece che
giovi fare nella scuola contratti del tutto separati, in quanto il lavoro
scolastico è costituito dalla convergenza di professionalità e ruoli
complementari. La separazione dei
contratti, che viene sbandierata come taumaturgica, non ha alcuna
rilevanza ai fini della qualità della didattica. Il governo pensi
piuttosto all´adeguamento delle retribuzioni dei docenti agli standard
europei, e questo sì che sarebbe una concreta valorizzazione delle
professionalità. Invece sul piatto questi soldi non ci sono, e allora si
cercano diversivi, meri diversivi. Come questo di cui parla Diesse».
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