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Anno XXII Dicembre 2003

Il nostro Istituto

Periodico telematico di Vita             scolastica, Attualità, Cultura, Varia Umanità del " Celestino             Rosatelli " - RIETI


 

 

 
 

        

 
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  Editoriale del Direttore                   di Federico Accardi


 
“ Tutti coloro che hanno qualcosa da dire 
e un po’ di tempo da spendere ”
 

    
continua dalla prima pagina

Anche quest’anno sarà così e vorrei cominciare con un argomento che racchiude in sé diverse tematiche: il crocifisso nelle classi. Tutti conosciamo la sentenza del tribunale de L’Aquila che ha messo al bando il crocifisso da una scuola frequentata da bambini mussulmani. Molte le polemiche sia da una parte che dall’altra, chi sostiene che il crocifisso deve essere presente nelle aule perché simbolo della cultura cristiana e italiana e chi invece è contrario perché sostiene che limiti la libertà di culto stabilita nella Costituzione.

La questione è stata affrontata anche in molti Paesi dell’Unione Europea: “l'Austria con una legge del 1949 e con il Concordato del 1962, garantisce la presenza dei crocifissi solo nelle scuole in cui gli studenti cristiani sono la maggioranza”; “la Francia ha adottato invece una soluzione più radicale richiamando l'articolo 28 della Costituzione che vieta espressamente l'esposizione di simboli o emblemi religiosi su monumenti e in spazi pubblici, a eccezione dei luoghi di culto, dei cimiteri, dei musei, ecc”. “In Germania una sentenza della Corte Costituzionale del 1995 ha sancito l'incostituzionalità della presenza dei simboli religiosi nelle aule scolastiche. Il provvedimento riguarda le scuole elementari del solo Land della Baviera (peraltro il più cattolico della repubblica federale) e subordina la permanenza del crocifisso a un'esplicita richiesta di genitori, insegnanti e alunni delle diverse scuole.” “In Svizzera, nel 1990, il tribunale federale elvetico ha dato ragione ad un ricorso contro la decisione di un comune del Canton Ticino di esporre crocifissi nelle classi, sostenendone l'incompatibilità con la neutralità confessionale della scuola pubblica”. (Fonte: Tiscali informa)

In Italia c’è attualmente un Disegno di Legge che prevede l'obbligo di esporre il crocifisso "in tutte le aule delle scuole di ogni ordine e grado e in tutte le università e accademie del sistema pubblico integrato di istruzione”.

Nella nostra scuola il problema è stato affrontato e ne è uscito che a maggioranza gli studenti vogliono il crocifisso nelle aule. Così i crocifissi sono stati comprati. Ma chi li deve pagare? A chi spetta sostenere la spesa? Allo Stato, alla Provincia, alla Curia, alla Scuola? E se spetta alla Scuola, a quale progetto verranno diminuiti i finanziamenti?

A questo punto si pone all’attenzione di tutti una riflessione: essendo la scuola pubblica e statale, accanto al crocifisso non bisognerebbe avere la foto del Presidente della Repubblica?.

 
       
 
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