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“Ci
vediamo in piazza.” Con questa frase
semplice, ma chiara ed inequivocabile si comunica
ad un amico che l’incontro avverrà nel
solito posto.
Questa
espressione, però, va oltre il suo significato
puramente letterale: indica precisamente che
cos’è una piazza.
La
piazza è un luogo d’incontro, di amicizia, ma
anche scenario di manifestazioni, sede di
rivolte, punto di raduno per pacifiche attività, testimonianza
di un illustre passato.
Se un turista, appena giunto in un centro
abitato, piccolo o grande che sia, non sa dove
andare, fa due cose: prima di tutto cerca un
albergo e poi si dirige verso “la” o
“una” piazza.
In
questo modo troverà sicuramente qualche
situazione di suo gradimento.
Esistono
diversi tipi di piazze. Esse variano a seconda
dello Stato, della città e persino del
quartiere: in Messico sono circondate da
portici, in Inghilterra sono abbellite da ampi
giardini, mentre negli Stati Uniti sono state
sostituite, purtroppo, da grandissimi centri
commerciali; addirittura, in Giappone sono dei
veri e propri monumenti, con panchine, aiuole e
tutto il resto, ma vi è proibito
l’accesso…Paese che vai, usanze che trovi!
Dappertutto, comunque, sono caratterizzate da un
monumento, una targa o una fontana, che sono il
loro punto focale. Sono luogo di passeggio, di
riposo e vi si possono incontrare tutti i generi
di persone: il bambino, l’anziano, il ricco, il
povero e il senzatetto, che considera la piazza
come casa sua e i turisti come suoi ospiti.
Ci sono piazze di modeste dimensioni, altre più
vaste ed altre ancora spropositate, ma,
quali
che siano la grandezza e la forma, tutte hanno
una propria storia, hanno avuto una genesi ben
precisa e racchiudono un mucchio di ricordi.
I
loro nomi richiamano alla memoria personaggi più
o meno insigni del tempo che fu, Santi, date
importanti, città e nazioni o semplicemente
l’uso, al quale esse erano destinate. Talvolta, però, il
nome viene ufficiosamente cambiato dagli
abitanti, che le indicano con denominazioni
diverse da quelle scritte sul cartello.
Nell’antichità
le piazze erano il luogo, dove i dotti ed i
filosofi impartivano i loro insegnamenti, i
giudici istruivano i loro processi e si
effettuavano le pubbliche esecuzioni.
Erano
la sede dei mercati ed il cuore, in cui pulsavano
tutte le attività sociali, economiche e
culturali. Tuttora accolgono variopinti
mercatini, per lo più di frutta, verdura e
antiquariato.
Esistono
piazze, che furono teatro di memorabili
manifestazioni, come quella di Tienanmen, in cui
studenti che protestavano furono investiti dai
carri armati, oppure quella di Praga, nelle
cui vicinanze un giovane si diede fuoco per
protesta contro il regime sovietico.
Luogo
di contestazioni fu anche la piazza antistante
il Palazzo del Governo in Corea:decine di
impiegati, per ottenere alcune riforme, si
tagliarono il dito mignolo.
Come
non ricordare, poi, che in questi ultimissimi
giorni quasi tutte le principali piazze del
mondo occidentale hanno fornito la scenografia
più adatta per le manifestazioni in favore
della pace.
Infine, una
curiosità. Sapevate che a Londra c’è una
piazza molto particolare?The Speaker Corner. La
sua storia ha radici nell’età
vittoriana. In quel periodo regnava il
conformismo, ma, se qualcuno la pensava in modo
diverso, poteva recarsi in questo posto, salire su
una sedia o una cassetta e dire le sue
idee. Questa inusuale tradizione si è conservata
nel tempo e ancora oggi vi si può osservare una
persona, in piedi su una cassetta di verdura, che
parla a più non posso.
E’
proprio vero:non c’è niente di più bello di
un ambiente, in cui potersi sentire a proprio
agio, avere la possibilità di incontrare persone
diverse e di esprimere liberamente la propria
opinione.
Le
piazze sono nate, appunto, con uno scopo ben
preciso:quello di creare uno spazio per tutto e
per tutti.
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