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Anno XXII Dicembre 2003

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TUTTI IN PIAZZA!
di Federico Accardi

    

“Ci vediamo in piazza.” Con questa frase semplice, ma chiara ed inequivocabile si comunica ad un amico che l’incontro avverrà  nel solito posto.

Questa espressione, però, va oltre il suo significato puramente letterale: indica precisamente che cos’è una piazza.

La piazza è un luogo d’incontro, di amicizia, ma anche scenario di manifestazioni, sede di rivolte, punto di raduno per pacifiche attività, testimonianza di un illustre passato.

            Se un turista, appena giunto in un centro abitato, piccolo o grande che sia, non sa dove andare, fa due cose: prima di tutto cerca un albergo e poi si dirige verso “la” o “una” piazza.

In questo modo troverà sicuramente qualche situazione di suo gradimento.

Esistono diversi tipi di piazze. Esse variano a seconda dello Stato, della città e persino del quartiere: in Messico sono circondate da portici, in Inghilterra sono abbellite da ampi giardini, mentre negli Stati Uniti sono state sostituite, purtroppo, da grandissimi centri commerciali; addirittura, in Giappone sono dei veri e propri monumenti, con panchine, aiuole e tutto il resto, ma vi è proibito l’accesso…Paese che vai, usanze che trovi! Dappertutto, comunque, sono caratterizzate da un monumento, una targa o una fontana, che sono il loro punto focale. Sono luogo di passeggio, di riposo e vi si possono incontrare tutti i generi di persone: il bambino, l’anziano, il ricco, il povero e il senzatetto, che considera la piazza come casa sua e i turisti come suoi ospiti.

          Ci sono piazze di modeste dimensioni, altre più vaste ed altre ancora spropositate, ma, quali che siano la grandezza e la forma, tutte hanno una propria storia, hanno avuto una genesi ben precisa e racchiudono un mucchio di ricordi.

I loro nomi richiamano alla memoria personaggi più o meno insigni del tempo che fu, Santi, date importanti, città e nazioni o semplicemente l’uso, al quale esse erano destinate. Talvolta, però, il  nome viene ufficiosamente cambiato dagli abitanti, che le indicano con denominazioni diverse da quelle scritte sul cartello.

Nell’antichità le piazze erano il luogo, dove i dotti ed i filosofi impartivano i loro insegnamenti, i giudici istruivano i loro processi e si effettuavano le pubbliche esecuzioni.

Erano la sede dei mercati ed il cuore, in cui pulsavano tutte le attività sociali, economiche e culturali. Tuttora accolgono variopinti mercatini, per lo più di frutta, verdura e antiquariato.

Esistono piazze, che furono teatro di memorabili manifestazioni, come quella di Tienanmen, in cui studenti che protestavano furono investiti dai carri armati, oppure quella  di Praga, nelle cui vicinanze un giovane si diede fuoco per protesta contro il regime sovietico.

Luogo di contestazioni fu anche la piazza antistante il Palazzo del Governo in Corea:decine di impiegati, per ottenere alcune riforme, si tagliarono il dito mignolo.

Come non ricordare, poi, che in questi ultimissimi giorni quasi tutte le principali piazze del mondo occidentale hanno fornito la scenografia più adatta per le manifestazioni in favore della pace.

Infine, una curiosità. Sapevate che a Londra c’è una piazza molto particolare?The Speaker Corner. La sua storia ha  radici nell’età vittoriana. In quel periodo regnava il conformismo, ma, se qualcuno la pensava in modo diverso, poteva recarsi in questo posto, salire su  una sedia o una cassetta e dire le sue idee. Questa inusuale tradizione si è conservata nel tempo e ancora oggi vi si può osservare una persona, in piedi su una cassetta di verdura, che parla a più non posso.

E’ proprio vero:non c’è niente di più bello di un ambiente, in cui potersi sentire a proprio agio, avere la possibilità di incontrare persone diverse e di esprimere liberamente la propria opinione.

Le piazze sono nate, appunto, con uno scopo ben preciso:quello di creare uno spazio per tutto e per tutti.                                                

 
 
       
 
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