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Il consiglio dei ministri, nella seduta
del 27 settembre, vara la legge
finanziaria per il 2002.
Per il settore scuola è prevista - prevalentemente -
una razionalizzazione delle spese:
- saranno eliminate le cattedre orario e le
cosiddette 'ore a disposizione' a favore di un'organizzazione
oraria che utilizzerà i docenti per tutte le ore cattedra (25 nella
materna, 22 nell'elementare, 18 nella media superiore) e, eventualmente,
anche per le restanti 6 ore di straordinario nelle medie superiori
- la sostituzione di assenti sarà operata
utilizzando personale interno di ruolo sino al trentesimo giorno, mentre
la nomina di supplenti avverrà solo per assenze che dovessero superare
tale limite
- un ulteriore risparmio di 200 miliardi di lire
dovrebbe inoltre provenire - come già
segnalato - dalla costituzione di commissioni per gli esami di stato
con solo membri interni e presidente esterno nominato dal dirigente
regionale tra i docenti e i capi di istituto (anche le scuole legalmente
riconosciute e pareggiate sarebbero quindi sede d'esame)
Tali risparmi dovrebbero consentire la riduzione di un
15% (dall'attuale 95%, all'80%) dell'incidenza degli stipendi sulla spesa
totale per l'istruzione, permettendo un risparmio di 600 miliardi nel 2003 e
di 1250 miliardi nel 2004 ed una crescita del fondo integrativo pari,
rispettivamente, a 490 e 210 miliardi negli stessi anni.
Questi risparmi, uniti a
- recupero dell'inflazione
- 210 miliardi stanziati dall'esecutivo per il 2002
- 400 e 200 miliardi già previsti dalla precedente
finanziaria, per gli anni 2002 e 2003, per la valorizzazione della
professionalità docente
- 120 miliardi, divisi nel triennio 2002-2004, per il
rinnovo del contratto della dirigenza scolastica
dovrebbero portare ad un totale di 4 mila 487 miliardi
(circa 2 miliardi e 300 mila euro) destinato, nel triennio, al comparto
scuola.
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