Premessa
L’attacco
terroristico dell’11 settembre è destinato a produrre effetti rilevanti
sull’economia mondiale, europea, italiana.
Gli effetti sul ciclo, sui tassi, sui settori, sono difficili da valutare.
Più in generale, prevedere e stimare gli effetti sulla struttura e sulla
dinamica dei processi di globalizzazione è esercizio egualmente incerto.
Per queste ragioni, le stime quantitative formulate dai governi hanno
natura di obiettivo, più che di previsione.
Nel breve e medio periodo, su un arco di 12-24 mesi, l’andamento delle
economie dipenderà dalla risposta dei governi al terrorismo; dalle loro
decisioni in campo economico e finanziario; dalla fiducia dei consumatori
e degli investitori; dal nuovo ordine mondiale che gradualmente prenderà
forma.
E’ possibile che le prospettive della crescita migliorino, se i paesi
industrializzati, a partire dagli Stati Uniti, introdurranno sostanziali
manovre di sostegno all’economia. Questa ipotesi non è improbabile.
In ogni caso, avendo riguardo alle variabili economiche fondamentali, si
può affermare che l’andamento presente dell’economia è incerto, ma
che la ripresa futura è certa; che questa dovrà essere agganciata
predisponendo condizioni ottimali.
In questo contesto, sicuramente anomalo, si presenta una legge finanziaria
che combina i valori della stabilità, con quelli della crescita e
dell’equità.
Azioni equilibrate in tempi straordinari: un fatto di per sé notevole.
Stabilità, crescita,
equità
Stabilità,
crescita, equità sono i tre pilastri della prima legge finanziaria
presentata da questo Governo.
Nella convinzione che la stabilità sia un valore fondamentale per il
Paese e per l’Unione Europea, la legge finanziaria assume come obiettivi
di finanza pubblica i “target” concordati con l’Unione Europea: un
indebitamento netto pari allo 0,5% del Pil nel 2002; il pareggio del
bilancio nel 2003.
Questi andamenti completano il processo di convergenza verso
l’equilibrio di bilancio.
Nella convinzione che la crescita sia condizione necessaria per la
stabilità, il Governo ha già introdotto, con i provvedimenti “100
giorni”, e rafforza in questa sede, misure mirate allo sviluppo
economico ed all’efficienza.
Sul piano dell’equità, la legge finanziaria avvia, infine, importanti
interventi per il sostegno dei pensionati più disagiati e delle famiglie
con figli a carico e redditi bassi e medi.
Queste misure agiscono su più di nove milioni dei cittadini; sostengono i
consumi; spostano più di due milioni di cittadini al di sopra della
soglia di povertà.
La qualità dei provvedimenti
All’interno delle
compatibilità macroeconomiche, particolare attenzione è stata riservata
alla qualità dei provvedimenti.
Ciò può essere compreso selezionando e raggruppando le diverse misure in
quattro aree:
a) una prima area contiene misure formulate nella logica della buona
amministrazione.
Rientrano in questa area azioni di contenimento della spesa delle
amministrazioni; il patto di stabilità interno per il sistema degli enti
pubblici; le misure per l’efficienza delle pubbliche amministrazioni; le
misure per il personale; simbolicamente, i minori compensi per i ministri;
b) una seconda area contiene riforme mirate a sbloccare il sistema
economico ed a dare efficienza alla pubblica amministrazione.
Rientrano in questa area la trasformazione e la soppressione di molti enti
pubblici, da trasformare in società o in enti senza fine di lucro di
utilità sociale, in modo da segnare, di fatto, un arretramento del
perimetro dello Stato, ferma la funzione pubblica o sociale dei soggetti
interessati. Rientra nella stessa logica il provvedimento per la
valorizzazione e la privatizzazione del patrimonio immobiliare, i cui
effetti reali e finanziari non costituiscono solo una base del bilancio
pubblico dei prossimi anni, ma riportano ad efficienza un patrimonio di
dimensioni eccezionali. Di notevole importanza, sul piano finanziario e
dell’efficienza, è infine la norma sulla ristrutturazione dei servizi
pubblici locali di rilevanza imprenditoriale, che consente ai Comuni di
separare infrastruttura e gestione del servizio, valorizzando la rete in
capo alle amministrazioni e aprendo la gestione del servizio al settore
privato. Nella stessa direzione, ma con riferimento al settore privato,
opera infine la rideterminazione dei valori delle partecipazioni e dei
terreni, che rimuovono un disincentivo o freno fiscale alla
riorganizzazione delle attività economiche;
c) nella terza area si concentrano le misure di equità.Pur nelle citate
incertezze dello scenario economico e finanziario globale, i risparmi di
spesa pubblica primaria dovuti alla buona gestione consentono l’avvio
immediato di due interventi, che qualificano questa legge finanziaria:
i) nel settore pensionistico, è previsto dal primo gennaio 2002
l’innalzamento delle pensioni ad un milione al mese, per i cittadini più
bisognosi;
ii) sul fronte degli sgravi fiscali, e’ previsto l’innalzamento a un
milione della detrazione per ogni figlio a carico, per tutti i redditi
sino a 70 milioni.
Le due misure, per cui la legge finanziaria stanzia rispettivamente 4200 e
3100 miliardi a regime, aumentano, si ripete il reddito disponibile ed i
consumi di circa 9 milioni di cittadini, contribuendo al sostegno
dell’attività economica; in particolare, spostano più di 2 milioni di
cittadini al di sopra della soglia di povertà; pongono al centro
dell’attenzione la famiglia, istituzione su cui fonda la nostra società;
d) nella quarta area si concentrano infine le riforme strutturali, che
saranno varate entro la fine dell’anno:
i) la riforma fiscale, con l’abbassamento delle aliquote;
ii) la riforma previdenziale e del welfare, improntata a garanzia e libertà.
La loro introduzione verrà graduata in base all’evoluzione dello
scenario di finanza pubblica, a sua volta dipendente dalle variabili
economiche internazionali ed interne.
Conclusioni
L’ insieme di
misure proposte integra un quadro organico, che si sviluppa su più
orizzonti temporali.
Come si è notato in premessa, natura ed intensità dell’insieme dei
provvedimenti sono notevoli, in un anno che si annuncia complesso sul
piano politico e finanziario internazionale, tanto che, nelle scorse
settimane, molti osservatori hanno dubitato sulla possibilità di
“mantenere le promesse”.
Con questa legge finanziaria, l’opera di riforma inizia invece a
prendere forma concreta.
Il Governo ritiene che la combinazione di azioni per la stabilità, la
crescita, l’equità, con attenzione ai saldi macroeconomici ed alla
qualità degli interventi, sia insieme possibile e necessaria.