Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)

A cura della Dott.ssa Floriana De Michele, Psicologa Psicoterapeuta presso ASL e libera professione psicologo Avezzano

Con l’acronimo LEA si indicano i Livelli Essenziali di Assistenza del Servizio Sanitario Nazionale. Il cittadino medio, che sappiamo essere disattento a queste numerose sigle e pluralità di decreti e normative, può chiedersi cosa si indichi con questo termine. LEA indica le prestazioni che lo stato intende garantire al cittadino. Ciò fu stabilito in una prima fase con un decreto del 2001, ma 15 anni più tardi , questo stesso decreto è stato ammodernato come ho riportato nel post del mio blog : livelli essenziali assistenza SSN.

La prima domanda che può porsi : sono servizi essenziali ? ed in che senso ?

La domanda è lecita. Perché per essenziali saremmo portati a credere che sono quelle prestazioni senza le quali non potremmo fare a meno.

Quindi , la seconda domanda che ci si può porre: ma forse prima non erano erogati servizi essenziali ? forse non erano adeguati ? o forse allora sono stati ridotti all’”essenziale” ?

Anche queste domande sarebbero lecite . E per questo vogliamo qui fare chiarezza.

Possiamo dire che il livello delle prestazioni è stato innalzato e nulla è stato eliminato nell’ottica di una spending review.

Quindi ad esempio sono state aggiunte ai servizi sanitari alcune prestazioni che prima erano solo sperimentali , come alcune fornite a livello ambulatoriale.

Sono state inserite vaccinazioni che prima non erano obbligatorie , come ad esempio quella per la meningite, che ultimamente ha destato non poche preoccupazioni.

Pertanto il termine LEA indica un livello al di sotto del quale nessuna Regione può andare nell’erogazione del servizio sanitario.

Ogni Regione però, a seconda delle propri disponibilità finanziarie, potrà eventualmente aggiungere servizi ulteriori a quelli essenziali.

Bisogna infatti chiarire che le risorse per i LEA provengono dalla fiscalità dello Stato ai cittadini, cioè dalle risorse pubbliche raccolte con le tasse. Ma poi spetta alle Regioni garantire i servizi. Un’altra prestazione aggiuntiva, che prima non era garantita al cittadino, è appunto quella dello psicologo.

Questa è una decreto storico per l’Italia, in quanto nel SSN non si era mai parlato di servizi di Psicologia in modo così esplicito. Infatti, anche quando un soggetto voleva usufruire di servizi pubblici di Psicologia, questi erano prestazioni sotto la voce “psichiatria” e “neurologia”.
Il lavoro del
 Ministero della Salute riconosce ora l’ autonomia scientifica e professionale degli psicologi, il cui lavoro sarà misurabile, quantificabile.

Altri benefici saranno a favore di alcune categorie come i disabili, gli anziani, ai quali saranno garantite protesi , come quelle acustiche digitali, o le carrozzine, che prima non rientravano nei servizi di base o che necessitavano procedure di richiesta molto tortuose.

Anche i servizi a domicilio saranno innovati rispetto al passato, e molte più persone anziane bisognose saranno ora curate ed assistite dal personale sanitario direttamente al loro domicilio.

In sostanza questa modifica del decreto impatterà in maniera sostanziale sulla qualità della vita dei pazienti.