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Il 30 ottobre, nel corso della seduta notturna, 
la 5a Commissione Senato approva gli emendamenti proposti dalla maggioranza agli articoli 9 e 13 della Legge Finanziaria 2002 

(30.10.01) Il presidente AZZOLLINI propone di riprendere l'esame degli emendamenti riferiti agli articoli 9 e 13 del disegno di legge finanziaria, precedentemente accantonati e pubblicati nel resoconto sommario di venerdì 26 ottobre 2001. Invita, quindi, il rappresentante del Governo ad illustrare gli emendamenti presentati dall'Esecutivo nn. 9.70 e 13.90.
Il sottosegretario APREA illustra l'emendamento 9.70, volto a sostituire il comma 3 dell'articolo 9. In particolare, fa presente che per quanto riguarda il conseguimento di economie derivanti dall'applicazione dell'articolo 13, la norma si estende anche al personale ATA. Illustra, quindi, l'emendamento 13.90 formulato dall'Esecutivo tenendo conto sia di molti emendamenti presentati dai Gruppi di maggioranza, sia di alcuni suggerimenti provenienti dalle opposizioni, pur nel mantenimento dei principi ispiratori della manovra. Sottolinea, inoltre, che molte scelte contenute nell'emendamento 13.90 prendono l'avvio dalle decisioni in materia di autonomia scolastica adottate nella passata legislatura. L'attuale Esecutivo si è sforzato di intervenire per meglio regolare i flussi di spesa di tale settore. A questo fine, sono stati per esempio introdotti gli organici di istituto ed è stata presa la decisione di aumentare il corpo docente in relazione a situazioni particolari come la presenza di studenti stranieri o allievi portatori di handicap, senza l'applicazione dei precedenti automatismi. Si sofferma quindi brevemente su alcuni temi, come quello delle supplenze e della formazione delle commissioni d'esame rispetto alle quali evidenzia le novità contenute nell'emendamento 13.90. (...)
Il sottosegretario Valentina APREA fa presente che la situazione ereditata dal Governo non consentiva scelte diverse da quelle che sono state assunte con il disegno di legge finanziaria in esame. Ricorda che le leggi finanziarie dal 1997 al 2000 avevano previsto risparmi di risorse, in conseguenza degli interventi di razionalizzazioni adottati, per circa 7000 miliardi di lire. I risultati sono stati assolutamente nulli e anzi gli automatismi hanno incrementato le spese per il personale nell'ordine di oltre 3000 miliardi di lire. Il Governo si è trovato quindi di fronte ad un buco finanziario per il settore scolastico pari a circa 10.000 miliardi di lire. La gestione attraverso automatismi del personale scolastico è infatti continuata sia con riferimento agli organici funzionali, sia per la sussistenza di parametri fissi come ad esempio quello concernente gli insegnanti di sostegno per i portatori di handicap.
Esprime, tuttavia, un ragionevole ottimismo sulle prospettive. Ciò in quanto, già a partire dal prossimo anno, il Governo sulla base di quanto sarà possibile correggere con la attuale legge finanziaria potrà impostare una nuova politica scolastica basata sulla responsabilizzazione dei dirigenti e degli insegnanti. Condivide le osservazioni formulate dal senatore Michelini, che però vanno riferite esclusivamente, almeno nella situazione attuale, alle regioni che hanno competenza esclusiva sulla scuola. Segnalerà quindi l'esigenza di un approfondimento in sede tecnica.
Ritiene che gli emendamenti hanno il pregio di coinvolgere gli insegnanti nelle scelte organizzative, responsabilizzandoli attraverso l'utilizzazione di incentivi efficaci. Cita, a titolo di esempio, il caso dell'insegnamento della lingua straniera nella scuola elementare, dato che oggi è ancora possibile utilizzare, senza giustificazione, sia gli insegnanti con la cosiddetta "seconda competenza", che gli specialisti. Per ciò che si riferisce al comma 6, ribadisce che non sono calcolati i risparmi, in quanto si tratta di una norma di tendenza, che indica l'esigenza di incentivare il risparmio delle risorse. Conferma, per ciò che concerne il comma 7, la possibilità di graduare le indennità attraverso il decreto del Ministro.

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