Cari ragazzi, normalmente
il rientro a scuola per tutti voi significa un brusco passaggio dal
riposo estivo all'impegno dello studio. Sfumano i ricordi dei giochi,
delle amicizie dell'estate e si torna alle fatiche quotidiane.
Quest'anno purtroppo è un anno speciale perché l'apertura dell'anno
scolastico avviene in un momento di dolore e di grandi incertezze in
tutto il mondo, dopo l'immane tragedia che ha colpito gli Stati Uniti e
la popolazione americana. Si avverte paura, disperazione e sconforto per
quello che è accaduto e che potrebbe ancora accadere. Ognuno di voi, di
noi, si sente più solo, isolato, vulnerabile ed impotente di fronte
all'incredibile violenza degli attentati all'America: per molto tempo
avremo nei nostri occhi le immagini di quella violenza e porteremo nei
nostri cuori l'angoscia per un gesto che mai potremo capire.
Ragazzi, proprio per questo il ritorno a scuola può essere un'occasione
importante di incontro, di dialogo, per ritrovare una serenità perduta.
La scuola è il primo luogo di incontro, riflessione e comunicazione che
avete a disposizione dopo i giorni del disorientamento. E' una comunità
di valori forti che può riunire chi si è sentito isolato e può
rispondere alle vostre ansie, aiutandovi a superare i momenti difficili
della vita: questo momento e quelli che verranno nei prossimi mesi.
Ragazzi, non chiudetevi in voi stessi ma chiedete ai vostri genitori, ai
vostri insegnanti di approfondire ciò che è accaduto, di analizzarne
tutti gli aspetti umani, sociali, storici ed economici. Voi avete a
disposizione gli strumenti per farlo: vivete e studiate in Europa, un
continente che ha un patrimonio unico di civiltà, di benessere, di
solidarietà, di democrazia , un continente che è stato capace di
superare guerre e divisioni interne e che dalla comprensione delle
diversità ha saputo costruire una unità ricca delle differenze dei
suoi popoli.
Questo nuovo anno scolastico deve anche servire a ricostruire, con lo
studio e con la solidarietà possibile a chi è stato colpito da lutti e
da sofferenze, i legami di umanità e civiltà che sono stati lacerati
in questi giorni, ma che restano alle fondamenta della nostra
convivenza.
Cari ragazzi, auguro buon lavoro a voi e serenità alle vostre famiglie
Bruxelles, 17 settembre
2001
Letizia
Moratti
Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca