da Il Corriere della Sera
Venerdì 3 Novembre 2000
VADEMECUM
Due cicli d’istruzione al posto dei tre "livelli"
Che cos’è la riforma dei cicli scolastici? Varata quando il ministro della Pubblica istruzione era ancora Luigi Berlinguer e ultimata dall’attuale ministro, Tullio De Mauro, la riforma prevede l’introduzione di due cicli in sostituzione dei tre "livelli" nei quali è divisa attualmente la scuola: elementari, medie e superiori.
Come funzionano i cicli?
Al posto dei 5 anni di scuola elementare, seguiti da un triennio di scuola media inferiore, ci sarà un unico ciclo lungo 7 anni: si chiamerà "scuola di base" e andrà dai 6 ai 13 anni di età. Il secondo ciclo è lungo 5 anni e va dai 13 ai 18, ma soltanto per chi sceglie di proseguire gli studi oltre la scuola dell’obbligo, che si ferma a 15 anni. Anche questa è una novità rispetto al passato.
Come cambia l’obbligo scolastico?
La riforma, come ricordato, lo porta da 13 a 15 anni innalzandolo di due anni. La scuola dell’obbligo, in pratica, termina alla fine del biennio che apre il secondo ciclo, quello che prende il posto delle scuole superiori. Chi si ferma al biennio riceve una certificazione. Chi prosegue può scegliere tra i quattro diversi percorsi formativi che sono previsti per il triennio conclusivo: classico/umanistico, scientifico, tecnico/tecnologico e artistico/musicale. Gli indirizzi saranno a loro volta suddivisi in differenti indirizzi.
Quali saranno gli indirizzi della scuola superiore del futuro?
Chi sceglierà di arrivare al diploma attraverso il triennio classico/umanistico, potrà decidere se studiare lingua e letteratura classiche piuttosto che moderne. Due diversi "ambiti" anche per chi opta per l’area scientifica: matematica e scienze sperimentali da una parte, scienze sociali dall’altra. Addirittura cinque gli indirizzi previsti per i futuri studenti dell’area tecnica/tecnologica (che già oggi è preferita ai licei da quasi 7 giovani su 10): si tratta di gestione e servizi per la produzione di beni; per l’economia; per l’ambiente e il territorio; per le risorse naturali; per la persona e la collettività. Infine, l’artistico/musicale, a sua volta suddiviso in indirizzi specifici.
La riforma avrà ricadute sull’esame di Stato?
All’esame di Stato, che da due anni ha sostituito la vecchia maturità, si arriva al termine del triennio. Ma con un anno di anticipo rispetto a oggi. E cioè all’età di 18 anni e non più di 19.
Quando entra in vigore la riforma?
Il documento finale, elaborato da una commissione di 300 "saggi" in circa tre mesi di lavoro, è pronto. Oggi il ministro della Pubblica istruzione De Mauro presenterà al Consiglio dei ministri il piano d’attuazione che darà corpo alla legge che rivoluzionerà la scuola italiana. Se il testo verrà approvato, passerà in Parlamento, all’esame di Camera e Senato. In teoria, la riforma dovrebbe scattare dal settembre del 2001 con le classi di prima e seconda elementare. I primi a sperimentare la "scuola dei cicli" saranno i bambini che l’anno prossimo si iscriveranno alla prima o seconda elementare, arriverà all’esame di Stato nell’anno scolastico 2011-2012.